“Aborto in ospedale? Ti trattano come una merda”. Lega e Locci contro Rossa che spiega: “Mai parlato di Alessandria”
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ALESSANDRIA – Non si sono fatti attendere gli strascichi del rovente dibattito di mercoledì sera in Consiglio Comunale sull’ordine del giorno Locci-Castellano per l’adesione alle linee guida regionali sulla pillola abortiva. A far insorgere la Lega e lo stesso Emanuele Locci è stata una frase del consigliere Pd Rita Rossa, durante il dibattito: “In ospedale ti trattano come una merda” aveva detto Rita Rossa che, secondo il partito del Carroccio “ha offeso in modo volgare e gratuito tutti gli operatori dell’Ospedale di Alessandria, e della sanità nel suo insieme“. La Lega ha quindi chiesto le “scuse immediate“: “Rossa adotti d’ora in poi in aula un linguaggio più consono e rispettoso”. “Poi” ha aggiunto la Lega “sollecitata al rispetto degli operatori sanitari alessandrini, ha allargato il tiro dicendo “Sto parlando in generale”. Il gruppo consiliare alessandrino della Lega è consapevole che sul tema dell’aborto, della modalità di somministrazione della pillola Ru486 e degli aiuti alle donne esistono sensibilità e posizioni diverse, tutte degne di valutazione e rispetto. Quello che è invece inaccettabile è insultare gratuitamente, come ha fatto mercoledì sera il consigliere Rita Rossa, medici e paramedici delle strutture ospedaliere, alessandrine e non, peraltro proprio in una fase di emergenza che, da un anno a questa parte, li vede protagonisti in trincea al servizio della comunità, senza risparmio di energie e a rischio persino della propria salute. Un atteggiamento inqualificabile, e insulti senza senso dai quali la Lega si augura che anche il centro sinistra alessandrino prenda immediatamente le distanze”.

“Come Presidente del Consiglio Comunale” ha aggiunto Emanuele Locciesprimo le mie scuse e la mia solidarietà al personale medico, sanitario ed amministrativo dell’ospedale per le vergognose parole pronunciate dalla collega Rossa”.

“La Lega ha l’abitudine di travisare le parole in modo pericoloso” ha subito replicato la stessa Rita Rossa ai microfoni di Radio Gold “non smentisco l’uso di un termine molto forte, forse non adeguato all’aula, ma che non si riferiva agli operatori alessandrini. Mentono sapendo di mentire. Io ho parlato in generale degli ospedali italiani: quando nei reparti ci sono più medici obiettori rispetto a quelli che dovrebbero esserci. Per questo manca quel clima familiare, come ha riconosciuto ieri la stessa assessora Cinzia Lumiera, a differenza invece di quanto accade nei consultori. Respingo quindi l’accusa: spesso succede che nei reparti dove si interrompono le gravidanze chi fa questa scelta viene trattata così. Quella di mercoledì è stata una discussione nella quale si sono evidenziate l’ipocrisia e la violenza nei confronti delle donne, trattate come coloro che vanno tutelate e difese perché non abbastanza responsabili da capire che sono più tutelate in ospedale, quando invece le linee guida sono dettate dal Ministero. Anzi, sono loro che hanno infangato l’organizzazione dei consultori, dicendo che mancano attrezzature e personale competente. Nei consultori lavorano medici competenti e attenti, operatrici ed operatori preparati e disponibili, sono strutture gratuite che andrebbero sostenute e incentivate con maggiori fondi. L’abitudine del centrodestra è discutere di questioni sulle quali il consiglio comunale non è competente per mascherare la loro inefficienza. Veniva fatta loro la morale, sostenendo che chi assume la pillola abortiva ha scarsa etica e moralità, mascherando una mozione all’apparenza a favore delle donne ma che in realtà si scaglia contro la 194″. 

“Ho fatto riferimento a storie di dolore di donne che proprio in alcune strutture ospedaliere sono state trattate come colpevoli. Sono storie e situazione che in tanti anni di lotte sono state portate ad esempio di un atteggiamento sbagliato e teso a colpevolizzare la scelta di una donna che interrompe una gravidanza” ha continuato l’ex sindaco di Alessandria “io stessa ho partecipato, sin da ragazza, alle battaglie di tante donne, fra queste anche operatrici sanitarie e medici, e di tanti uomini per migliorare e bandire questo pregiudizio e le modalità di colpevolizzazione delle donne. Decenni fa questa battaglia ha portato risultati positivi nel reparto di ginecologia e ostetricia del nostro ospedale ma non altrettanto si può dire per altre realtà nel nostro Paese. Ciò che spiace è constatare come per la Lega sia tutto strumentale e finalizzato al puro consenso elettorale giacché ho spiegato chiaramente che quanto ho detto non faceva riferimento ai nostri medici e al nostro personale. Piuttosto la Lega risponda del moralismo peloso che usa quando si parla del corpo delle donne trattate come esseri deboli e poco avvedute. Cominci la Lega a occuparsi della città, a destinare risorse per garantire l’accesso agevolato ai servizi, finanzi politiche sociali adeguate ai bisogni delle persone, abbassi le rette degli asili nido, renda la città migliore e più vivibile, sostenga concretamente le donne che fanno impresa, crei posti di lavoro e si occupi del disagio. Non perdano tempo la Lega, e Locci, a stravolgere il senso delle parole dei miei interventi. Piuttosto non ho registrato altrettanta indignazione e pari zelo nel prendere le distanze dagli insulti sessisti che recentemente un loro sodale, pagato con soldi pubblici, Bernardino Bosio, ha rivolto alla ex ministra Azzolina. Parole volgari da cui nessuno di loro ha preso le distanze. Al nostro Ospedale, alle strutture sanitarie della nostra città e della nostra provincia, al personale medico, sanitario e socio-assistenziale il mio personale plauso e il mio grazie per l’impegno e la professionalità, in particolare di questo anno di pandemia”.

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