Emergenza Covid, Speranza: “L’indice Rt andrà sopra l’uno, Dpcm valido sino al 6 aprile”

ROMA – Oggi, mercoledì 24 febbraio 2021, il ministro Roberto Speranza ha tenuto una comunicazione in Senato sulle nuove misure per il contrasto della pandemia da Covid-19. “Il Governo è qui in Aula con largo anticipo proprio per ascoltare con attenzione proposte e suggerimenti di tutti i parlamentari. Con lo stesso spirito, nei prossimi giorni sarò nelle competenti Commissioni per proseguire anche in quella sede il confronto con tutte le forze politiche“, ha spiegato il titolare del ministero della Salute.

A causa della circolazione delle varianti di Sars-Cov-2 anche in Italia, ha aggiunto Speranza, è necessario attuare “misure restrittive” come l’istituzione di zone rosse, “sono indispensabili. Siamo consapevoli che esse comportano sacrifici, ma non vi è altra strada, in questo momento, per evitare un peggioramento del quadro epidemiologico“. Il ministro del Governo Draghi ha precisato che “in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia“. Una decisione arrivata sulla base di “una valutazione condivisa, supportata dai nostri scienziati, dall’Istituto superiore di sanità, dal Consiglio superiore di sanità e dal nostro Comitato tecnico scientifico“.

Questo perché “l’indice Rt si avvia a superare la soglia di 1 e i tecnici ci spiegano che con Rt sopra 1 il numero di casi aumenta costantemente in modo significativo, il che potrebbe portare al sovraccarico dei servizi sanitari“. Per Speranza “nella scrittura del prossimo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, sarà sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto alla salute“. A preoccupare in questo senso è la variante inglese di Sars-CoV-2 che “è presente ormai diffusamente in gran parte del territorio nazionale e presto sarà prevalente nel nostro Paese, come lo sta già diventando negli altri Paesi europei“. Speranza si è focalizzato sulla circolazione in Italia di “varianti pericolose e contagiose. La presenza di queste varianti condizionerà l’andamento dell’epidemia nel suo complesso. L‘ultimo studio dell’Istituto superiore di sanità ha certificato” la presenza del Covid inglese “nel 17,8% del casi“.

A oggi “questo dato è in forte crescita, a causa di una sua maggiore velocità di trasmissione di circa il 35-40% rispetto al ceppo originario“. Questo rende “più difficile il controllo del virus e ancora più indispensabile alzare il livello di guardia nel Paese. Fortunatamente, però, questa variante non compromette l’efficacia dei vaccini“. Gli “studi e ricerche sono in corso per approfondire il loro impatto e la loro resistenza ai vaccini“. Sugli obiettivi strategici su cui il Governo sta lavorando in modo compatto ci sono quelli legati alle vaccinazioni anti-Covid: “Vogliamo ultimare il più rapidamente possibile la prima fase della nostra campagna vaccinale per mettere in sicurezza tutto il nostro personale sociosanitario, le Rsa e i cittadini italiani con più di 80 anni. Sono le categorie più esposte, quelle che hanno pagato il prezzo più alto in termini di vite umane nella prima e nella seconda ondata della pandemia. I primi segnali di immunità in queste categorie sono finalmente ben visibili e rappresentano un incoraggiante segnale di speranza per tutti noi“.

adv-402