Autore Redazione
giovedì
18 Marzo 2021
13:16
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Politica - Alessandria

Amag, l’ex amministratore delegato Bressan replica ad Arrobbio: “Nel 2018 indicatori in equilibrio”

Amag, l’ex amministratore delegato Bressan replica ad Arrobbio: “Nel 2018 indicatori in equilibrio”

ALESSANDRIA – L’ex amministratore delegato del Gruppo Amag Mauro Bressan ha voluto replicare alle recenti dichiarazioni dell’attuale presidente Paolo Arrobbio, nell’ultima Commissione Bilancio. Bressan non ha nascosto un certo stupore” rispetto a parole che “descrivono una eredità di un gruppo indebitato, in sostanza mal gestito, con affermazioni del tipo “nel settore idrico sono state fatte solo tacconature alla rete“. L’usanza politica di gettare discredito su chi ha preceduto l’attuale gestione, usata in luogo di rispondere alle domande lecite dei consiglieri sulla gestione corrente” ha rimarcato Bressan la trovo strana in ragione del fatto che gli amministratori in carica sono al loro terzo esercizio operativo consecutivo. Non ho mai risposto alle accuse che già in altre occasioni l’attuale amministratore dell’azienda ha avuto modo di rivolgere alla passata gestione, intendo però questa volta replicare con numeri e considerazioni tecniche in luogo di dichiarazioni, nella convinzione che solo questi al dì là delle parole rappresentino la realtà. Rispondo per l’attaccamento che ho per il gruppo e per le persone che vi operano, che devono avere una diversa versione di quanto dichiarato. Al resto sono poco interessato, chi mi conosce sa come abbiamo operato”.

“Innanzitutto l’utile del gruppo ante imposte che passa da 4,69 milioni di euro dell’ultima mia gestione del 2018 a meno della metà (2,17 milioni di euro) del 2019 della nuova gestione. Questa riduzione drastica dell’Utile ha come causa principale Alegas srl che chiude con un negativo di -0,6 milioni di euro, passando da 1,0 milione di Euro del 2017 a 0,5 del 2018. Ricordo che la gestione di Alegas è stata affidata dal 2018 a un amministratore unico proposto da questa attuale Giunta. I debiti del Gruppo verso fornitori passano dall’ultima mia gestione da 24,76 milioni di Euro a 27,7 milioni di Euro del 2019 dell’attuale gestione. I crediti clienti salgono da 60,54 milioni di Euro del 2017 (comprendente l’ultima precedente gestione di Alegas) a 70,4 milioni del 2019 (ultimo bilancio certificato). Il cash flow si riduce da 7,6 milioni del 2018 a 5,5 del 2019. Tutti gli indicatori patrimoniali e finanziari del 2018 erano in equilibrio: indice di solidità patrimoniale, Roi, Roe ecc. Cerved ci certificava con rating come azienda solvibile seppur con i problemi comuni alle aziende del settore. Ogni cittadino può andare sul sito www.gruppoamag.it e verificare di persona questi numeri sui vari bilanci esposti”.

Per pagare i debiti ai fornitori è stato richiesto e accordato un finanziamento derivante dalle nuove disposizioni governative in materia di covid, ovvero mi pare 14 milioni di euro garantiti dallo Stato da restituire in 6 anni. Operazione lecita, l’avremmo fatta anche noi probabilmente, se ci fossimo trovati nella stessa situazione, ovvero di accesso agevolato a nuova finanza con garanzie statali. Sono però soldi da restituire che non riducono il debito. Trasformare inoltre un debito a breve che dovrebbe pagarsi con la gestione, in un debito a medio non è esattamente quanto riportato dai fondamentali di economia. Intanto il sito di Amag, nella parte attinente alla società trasparente, riporta nel 2020 409.313 Euro di consulenze, 266.192 Euro di sponsorizzazioni e 156.962 Euro di comunicazione. Se il gruppo è sofferente non paiono pochi soldi levati all’utile”.

“Aspettiamo di vedere il bilancio completo del Gruppo 2020” ha aggiunto Bressan “gli equilibri economici finanziari e patrimoniali li potremo analizzare allora, al di là delle parole. Di sicuro c’è che la nostra passata gestione ha dovuto accollarsi sofferenze generate precedentemente e di cui non siamo responsabili, che hanno pesato sui bilanci, ovvero l’acquisizione delle fallite Amiu e Atm, nonché del personale senza lavoro del teatro chiuso. Ho trovato inoltre sorprendenti le dichiarazioni fatte su Amag Reti Idriche di aver realizzato solo “tacconature”. Le trovo oltremodo irrispettose verso il personale che in questa azienda ha dato l’anima in occasione della siccità del 2017 per garantire l’acqua in 25 Comuni, si è impegnato giorno e notte per salvare Alessandria da una nuova alluvione, ha concorso con professionalità riconosciuta a realizzare investimenti per milioni di Euro in infrastrutture della rete idrica e di depurazione per i vari comuni oltre che per Alessandria. Basta chiedere ai vari Sindaci cosa ne pensano di questa società e del suo operato per avere esaurienti risposte”.

“Altro punto riguarda il progetto Smart City, sul quale insisterebbe un project financing di 25 milioni di Euro. Di questo pare che solo 8 milioni siano da restituire in 10/12 anni. Per la restante parte sarà opportuno chiarire bene le logiche di come è strutturato. Mi pare un progetto molto importante che ridisegna la strategia del gruppo spostando su questo investimento una cifra importante. Mi chiedo se un investimento di tale portata, unitamente ai 25 milioni sull’idrico (ottenuti per aver spostato al 2032 la concessione, tema sul quale ho lavorato in prima persona), coperti a fatica dalla tariffa, in aggiunta ai mutui già erogati, siano alla portata finanziaria del gruppo. Tra l’altro è un progetto che sposta il baricentro su Alessandria o interessa anche altri soci? Forse sarebbe opportuno preliminarmente operare una ristrutturazione societaria, ovvero chiedere ai comuni soci non interessati di scendere dalla capogruppo alla società idrica, rivedendo il modello di governance. La legge project financing inoltre prevede che l’attore terzo che si aggiudica il bando si assuma l’onere del rischio d’impresa e della gestione; per quanto riguarda l’illuminazione pubblica, videosorveglianza, Wi-Fi che è del tutto di nuova gestione non vedo problemi ma per la raccolta dei rifiuti quale sarà il ruolo futuro di Amag Ambiente?”

Infine l’ex amministratore delegato Bressan ha toccato il tema di Alegas: “Del tutto lecito ricercare nuove soluzioni: tra queste ci sta anche la vendita di tutta o parte della società. Ma se la vendita si fa per realizzare liquidità da distribuire in dividendi in toto o in parte per sanare situazioni esterne dei soci non mi pare una grande azione industriale. Se invece questa operazione sarà inserita in un piano strategico industriale del gruppo, insieme a tutti gli altri progetti, presentati al momento singolarmente e senza un organico legame tra loro, sarà per tutti, sindaci, consiglieri e normali cittadini importante capire dove andrà una delle più grandi aziende della provincia e quali saranno le opportunità e i rischi insiti nel piano stesso. Tutto ciò detto per guardare finalmente in avanti nell’esclusivo interesse dell’Azienda e dei comuni soci ai quali eroga il servizio”.

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