Cerutti, anche dopo la cassa covid il presidio continua: “Ora il tavolo al Mise, alibi finiti”
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CASALE – “Finalmente una notizia positiva, anche se i problemi restano”. Il giorno dopo l’importante annuncio del sì alla cassintegrazione covid ad aprile per i lavoratori Cerutti, i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno ribadito la volontà di proseguire la battaglia per salvaguardare tutti i posti di lavoro. Il presidio, attivo da metà febbraio, non terminerà. Lo scioglimento della newco, formalizzato giovedì, ha anche riportato tutti i lavoratori dentro la società, seppur fallita, ma in condizione attiva. “Avremo un’arma in più da giocarci quando andremo a discutere il perimetro della nuova società, se ci saranno delle manifestazioni di interesse” hanno sottolineato le parti sociali. Ora, però, Cgil, Cisl e Uil si aspettano la convocazione di un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico:Dicevano che occorreva la richiesta di cassintegrazione. Ora è arrivata, non ci sono più alibi”. 

Nel frattempo le parti sociali hanno anche invocato un tavolo territoriale per fare il punto sulla crisi economica del Monferrato. “Perché la Cerutti non è un caso isolato, vista ad esempio la crisi ormai conclamata della Freudenberg di Mombello. Facciamo appello all’amministrazione comunale per aprire un confronto tra sindacati, lavoratori, associazioni imprenditoriali e il mondo della politica”. 

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