Post no vax, vicesindaco di Bistagno attacca: “Si discrimina chi dissente, clima di totalitarismo”
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BISTAGNO – Dopo le polemiche divampate sul suo post contro la campagna vaccinale con la scritta “Il vaccino rende liberi” inserita con un fotomontaggio nell’immagine del campo di concentramento di Auschwitz, il vicesindaco di Bistagno Riccardo Blengio ha risposto alle critiche. Nessun passo indietro, anzi, non sono mancati attacchi. 

“Il mio intento era ovvio” ha sottolineato Blengio sulla sua pagina Facebook “far notare che le attuali intenzioni dei governi europei riguardo all’obbligo di Green pass (“lasciapassare”, se lo si vuole chiamare in italiano), con relativa discriminazione dei non vaccinati relegati al ruolo di cittadini di serie “B”, sono criminali. Hanno creato un clima infame, da caccia alle streghe, in cui chi legittimamente sceglie di non vaccinarsi viene criminalizzato e denigrato. “Caccia ai non vaccinati” titolava questa mattina Repubblica, fomentando l’odio sociale verso chi, con le più disparate motivazioni, pone in essere un comportamento legittimo (cioè non punito dalla legge)”. 

Blengio ha poi specificato che il suo post non è stato cancellato ma che lui stesso ha modificato la privacy dei propri contenuti:L’ho fatto perché è partita una campagna diffamatoria nei miei confronti che ha coinvolto, oltre ai soliti relitti della politica locale, anche importanti esponenti di partiti che, pur avendo ottenuto alle ultime elezioni percentuali da prefisso telefonico, occupano posti di spicco nei governi dell’Era Covid, arrivando a chiedere le mie dimissioni o – in alternativa – al sindaco di revocarmi deleghe e ruolo da vice sindaco. Ebbene” ha concluso Blengio “se questi stessi esponenti che hanno costruito carriere politiche sulla retorica della Resistenza e dell’antifascismo non si accorgono di ciò che sta accadendo: ossia di come si stia discriminando e criminalizzando chi dissente; se non si accorgono di quanto i diritti costituzionalmente garantiti siano e siano stati compressi spesso ingiustificatamente nell’ultimo anno e mezzo; se non si accorgono del clima di totalitarismo che si respira, in cui media, governo, amministratori locali suonano all’unisono a prescindere dallo schieramento politico di appartenenza lasciando intendere che comunque è necessario e auspicabile l’introduzione di un “lasciapassare” per godere dei propri diritti fondamentali sono quanto meno disattenti; ma se gli stessi accusano me, che sollevo la questione e che da marzo dell’anno scorso critico le misure liberticide, di essere “fascista” o “nazista” sono sicuramente in malafede”.