Vendita Alegas, Buzzi Langhi rassicura: “Tutto fatto entro 2021, no ripercussioni su dipendenti e Amag”
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ALESSANDRIA – A margine della vicenda della crisi di maggioranza, ieri in consiglio comunale si è anche parlato dell’operazione di vendita dell’80% della partecipata Alegas a un partner privato, una operazione che il vicesindaco di Alessandria e assessore alle Partecipate Davide Buzzi Langhi conta di poter completare “entro la fine dell’anno”. Nel rispondere a una mozione firmata dai gruppi di minoranza, Buzzi Langhi ha rassicurato a proposito della tutela del personale: “A breve ci sarà il bando, dopo che 14 aziende si sono fatte avanti per l’acquisto. Per i 12 dipendenti dell’azienda è impossibile che ci siano ripercussioni. Inoltre nulla vieta che Alegas continui, come sta facendo oggi, a pagare un contratto di servizio alla holding Amag. Il presidente Arrobbio è certo che neanche sul gruppo ci saranno ripercussioni. Chi entrerà avrà dei vincoli da rispettare verso la holding. Vogliamo un partner industriale che mantenga aperti gli sportelli sul territorio, che i dipendenti continuino a lavorare qui e che il marchio resti”. 

Buzzi Langhi ha poi difeso la scelta di procedere con la vendita: “In Italia, ormai, le piccole società di vendita gas faticano a stare sul mercato, diventato sempre più libero. Tra un anno saranno i grandi competitor a decidere i prezzi. Anche altre società simili ad Alegas, in Italia, stanno facendo la stessa fine. Grazie al socio privato quel 20% che resterà in nostro possesso varrà comunque qualcosa. Ad oggi la situazione finanziaria di Alegas è preoccupante: ci sono 6 milioni di crediti antecedenti il 2016 che difficilmente potranno essere recuperati. Altri 5 milioni di crediti scaduti sono stati svalutati. Rispetto alla società di consulenza scelta, la Pricewaterhouse, si tratta di uno dei migliori advisor d’Italia, una garanzia di affidabilità, competenza e trasparenza. A noi non costerà quasi nulla visto che sarà pagata dal partner industriale che arriverà”. 

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Pd e M5S hanno confermato la loro contrarietà rispetto a questa operazione, pur apprezzando le rassicurazioni rispetto ai dipendenti: “Mantenere il 20% è un non risultato, un placebo” ha rimarcato Michelangelo Serra, del M5S. “Resto contrario ma colgo in maniera positiva l’impegno del vicesindaco” ha aggiunto Giorgio Abonante, consigliere Pd “è Amag che necessita di interventi, non Alegas. Ricordo inoltre che Pricewaterhouse incasserà più di 400 mila euro: non ci raccontiamo balle, questo costo in qualche modo si scaricherà sull’operazione complessiva. Alegas, inoltre, non è una società disastrata, ha comunque 40 milioni di fatturato”. 

“Ma quando la situazione è già distrutta è troppo tardi vendere, meglio farlo prima, quando il valore è ancora alto ha replicato Evaldo Pavanello, capogruppo della Lega.

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