Ad Alessandria il rimpasto dopo la crisi, Cuttica: “Non una mia elargizione”. Rossa: “Fallimento politico”

ALESSANDRIA – Consiglio comunale decisamente elettrico ieri ad Alessandria. Il ritorno in presenza della gran parte dei consiglieri, dopo tante sedute in streaming, è coinciso con la formalizzazione dell’accordo tra gli esponenti della maggioranza dopo il caos scoppiato in Forza Italia, con l’addio di sei consiglieri. I dissidenti, schierati uno di fianco all’altro nell’ultima fila dell’emiciclo destro, avranno una rappresentanza in giunta: quella del vicesindaco.

Il sacrificato sarà Paolo Borasio, destinato a lasciare. Anche l’attuale numero 2 di Palazzo Rosso, Davide Buzzi Langhi, dovrà rinunciare alla sua carica di vice Cuttica, pur mantenendo alcune deleghe e, chissà, eventualmente acquisirne anche qualcuna nuova. Dopo giorni di trattative serrate alla fine si è giunti a un’intesa: Forza Italia ha dovuto, a malincuore, rinunciare a un suo rappresentante e InsiemeAlCentro ha ridotto, da due a una, la sua richiesta di posti. A scompaginare le carte all’ultima mano ci aveva pensato Federico Guerci, uno dei dissidenti azzurri passato in un secondo momento al Gruppo Misto: il suo sì alla giunta Cuttica “così com’è” aveva infatti illuso Forza Italia di poter fare a meno dell’appoggio degli altri cinque ex berlusconiani, contando anche sul voto di Vincenzo Demarte, un altro esponente del Gruppo Misto (eletto quattro anni fa col Pd, ndr) che proprio ieri sera ha sottolineato che “tutto sommato qualcosa di buono questa giunta l’ha fatto” e che Forza Italia avrebbe potuto “lavare in famiglia i propri panni sporchi“. Demarte era stato uno dei due esponenti dell’opposizione contattati dal vertice azzurro e, anche ai nostri microfoni, non aveva certo escluso a priori un appoggio sui singoli temi.

A quel punto, però, è stata la Lega a imporsi, decisa a non voler affidarsi a un solo voto di maggioranza: l’unica alternativa possibile, quindi, si è rivelata essere l’accordo con InsiemeAlCentro che, proprio ieri, ha di conseguenza confermato l’appoggio al sindaco: “Il nostro problema era con Forza Italia, non certo con lui” ha rimarcato il capogruppo Maurizio Sciaudone in aula “sulla scelta del Commissario Cittadino avremmo voluto un metodo diverso. Io ho sempre difeso Forza Italia in tutti questi anni di consigli comunali, sono rammaricato che questo non sia mai stato considerato”. “La nostra è stata una scelta pesante, difficile” ha aggiunto il collega di gruppo Mauro Bovone “ho sentito dire che l’avremmo fatto per avere dei posti di potere. Non è vero: credevo di far parte di un partito liberal democratico ma ci sono stati dei diktat”. 

“Non stiamo parlando di una mia elargizione al nuovo gruppo ha precisato il sindaco Cuttica di Revigliasco “ma quello che è avvenuto è frutto di un confronto all’interno della maggioranza. Io prendo atto di quello che si è determinato. Merito di tutti i partiti che hanno avuto la forza e l’intelligenza di trovare una intesa, un punto di incontro. Abbiamo passato momenti difficili, mi è dispiaciuto, ma ora sono contento di andare avanti, impegnandomi per obiettivi preziosi per la città”. 

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Di seguito l’intervista al sindaco su Radio Gold Tv

 

La crisi della maggioranza è stata ovviamente rimarcata dalle opposizioni che hanno attaccato a testa bassa: “Assistiamo a un fallimento politico. Alessandria merita di meglio” ha tuonato Rita Rossa, ex sindaco e consigliere del Partito Democratico “abbiamo ascoltato dichiarazioni laconiche, ancora non abbiamo capito quale sarà il punto di incontro. Il faro di tutta questa discussione, però, non è stato il bene comune. Prendiamo atto di un problema di stabilità della maggioranza e della giunta. Sono state poste questioni figlie della mancanza di confronto interno. Sui temi strategici avevamo già registrato in passato sensibilità diverse. Parlo della riorganizzazione di Amag, ad esempio, sulla quale lo showdown ancora non c’è stato. In questi giorni, inoltre, alcuni giornali riportano un possibile ritorno in auge di Lorenzo Repetto: invito il sindaco a vigilare, le lancette non possono essere riportate indietro. Non è possibile che, alla fine, sia sempre l’interessa di parte a risolvere le questioni”. 

“Una situazione paradossale” ha aggiunto Michelangelo Serra, capogruppo del Movimento 5 Stelle “tutto a pochi mesi dalle elezioni. Certo, sarebbe stato meglio se fosse successo prima. Con alcuni esponenti della maggioranza abbiamo condiviso diversi temi: i centri sportivi, la sosta, i cimiteri, la piscina comunale. La giunta ha dimostrato di non sapere progettare a lungo periodo. Per il cittadino tutte queste discussioni rappresentano solo un nuovo motivo di sfiducia verso la politica. Mi auguro che gli alessandrini valutino quello che è successo”. 

“Solo belle parole, senza contenuto e senza verità” la controreplica della Lega col capogruppo Evaldo Pavanellonoi non abbiamo mai avuto dubbi sull’appoggio di InsiemeAlCentro alla maggioranza. Tra di noi non abbiamo riscontrato problemi rispetto ai temi strategici per Alessandria. Alla fine, inoltre, questa maggioranza non ha perso alcun consigliere”. 

Decisamente forte la metafora di Carmine Passalacqua, l’unico consigliere di Forza Italia “superstite” dopo le frizioni interne: “Stiamo assistendo a un omicidio/suicidio, un omicidio politico di alcuni nostri esponenti della giunta che ringrazio per il lavoro che hanno svolto, e un suicidio politico del partito. Ognuno pagherà le conseguenze di quello che è successo. Abbiamo assistito a una pagina dolorosa e le elezioni sono vicine. In queste due settimane i consiglieri dissidenti hanno portato avanti un martellamento continuo che, chissà, avrebbe anche potuto provocare le dimissioni del sindaco. Mi è dispiaciuto vedere il nostro primo cittadino in difficoltà, è stata una forzatura”. 

Insomma, il redde rationem in aula si è completato ma ora resta ancora aperta una domanda: chi entrerà in giunta? Spetterà al sindaco scegliere il suo futuro vice da qui alle elezioni, tra una rosa di nomi stilata da InsiemeAlCentro. Poi, una volta ufficializzata la nuova giunta, si passerà alla seconda parte dell’accordo con InsiemeAlCentro, non ancora affrontata: il capitolo partecipate.