Alessandro Zan: “In Italia ancora difficile amare chi si vuole senza paura”
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ALESSANDRIA – “In una società ideale una legge contro i crimini d’odio non servirebbe. La nostra, però, non è una società ideale“. Alessandro Zan, relatore del disegno di legge contro l’omofobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo, quando rimarca la necessità di una legge contro atti di discriminazione o violenza legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alla disabilità pensa anche alla recente aggressione subita dall’alessandrina chiamata “lesbica di mer..a”  dal vicino di casa ma, soprattutto, ai tanti che, nel nostro Paese, non hanno lo stesso “coraggio dimostrato dalla donna di Alessandria e continuano a rimanere vittime silenziose.

Il percorso del Ddl Zan è ripartito e la speranza del deputato del Partito Democratico è che si possa arrivare all’approvazione di una legge che, ci tiene a puntualizzare, non riguarda una minoranza. Il Ddl Zan non è “esattamente” come l’avrebbe scritto di suo pugno ma è una legge per i diritti e i diritti fanno bene a tutta la società perché i crimini d’odio rendono tutti “più deboli e più impauriti”.

Alessandro Zan l’ha messo nero su bianco anche nel suo libro “Senza Paura”, presentato lunedì ad Alessandria durante l’incontro organizzato da Tessere le Identità in vista del Pride del 25 giugno.

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In quel libro ha raccontato il suo percorso iniziato tra i banchi di una scuola nella provincia padovana, dovel’unica possibilità” era “nascondere” il suo orientamento sessuale, e arrivato poi fino ai banchi della Camera dei Deputati con una battaglia per una legge contro l’omofobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo approvata a larga maggioranza dalla Camera ma  poi fermata in Senato “tra gli orribili applusi e gli urli da stadio di quei senatori che hanno affossato il Ddl”.

Dagli anni ’90, quando l’oggi deputato era un adolescente che “pensava di essere condannato all’infelicità”, il mondo è “cambiato” e  Zan è convinto che i senatori riusciti ad affossare il Ddl abbiano solofermato il vento con le mani”:C’è ancora molta strada da fare ma vedo molto più coraggio e i due anni di dibattito sono serviti ad aumentare la consapevolezza su questi temi”.

Esistono, però, molte realtà italiane e molte persone per cui è ancora difficile” essere semplicemente quello che si è e amare chi si vuole “senza paura. “Non essendoci una legge che tutela e protegge le vittime dei crimini d’odio legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere qualcuno continua a sentirsi autorizzato a compiere violenze. Le persone vengono picchiate e discriminate non per qualcosa che fanno ma semplicemente per quello che sono, perché esistono. E non è accettabile in un Paese civile“.

Soprattutto oggi, con una guerra nel cuore dell’Europa, per Alessandro Zan una legge sui diritti è ancora più importante “perché qualifica lo stato di salute della nostra democrazia“. “Nei Paesi che hanno approvato da tempo leggi sui diritti civili come Francia, Germania Spagna, Regno Unito, la qualità della vita è complessivamente migliore per tutta la società”. L’Italia “non merita di essere fanalino di coda ma secondo Alessandro Zan il nostro Paese resta indietro” a causa di una destra illiberale che cerca il consenso attraverso la discriminazione, messaggi omofobi e razzisti: “La legge contro i crimini d’odio in Francia è stata approvata dalla destra. Il nostro Paese dovrebbe avere una destra liberale e non una destra che flirta con l’Ungheria e la Polonia, molto arretrati su questi temi”.

Sconcertante” per Alessandro Zan è anche il polverone politico che si è sollevato rispetto alla circolare con cui il Ministero dell’Istruzione ha invitato le scuole a organizzare iniziative di educazione e sensibilizzazione in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia che si celebra il 17 maggio. Netto il suo commento su twitter: “Il putiferio di Lega e Fratelli d’Italia contro la circolare del Ministro Bianchi che invita le scuole a organizzare, in occasione del 17 maggio, momenti di riflessione contro le discriminazioni ha un solo nome: omotransfobia”. “Nel nostro Paese – ha aggiunto poi a RadioGold – abbiamo un problema urgente che è quello del bullismo ed è proprio nelle scuole che si deve intervenire per insegnare l’educazione e il rispetto del prossimo”.