Autore Redazione
domenica
8 Maggio 2022
14:00
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Cronaca - Alessandria

La denuncia di una alessandrina, aggredita da un vicino di casa: “Mi ha spinta giù dalle scale e mi ha tirato un pugno”

La denuncia di una alessandrina, aggredita da un vicino di casa: “Mi ha spinta giù dalle scale e mi ha tirato un pugno”

ALESSANDRIA – Claudia Cecconello ha paura. L’alessandrina di 53 anni venerdì sera è stata aggredita e insultata da un vicino di casa e ora è terrorizzata all’idea di incontrare di nuovo l’uomo che con un calcio l’ha spinta giù dalle scale e le ha poi sferrato un pugno in faccia.

I rapporti tra i due condomini di una palazzina al Quartiere Cristo di Alessandria erano difficili da tempo. Claudia si è trasferita nell’appartamento al terzo piano dieci anni fa e “praticamente da subito” ha iniziato a subire dispetti. L’alessandrina ha più volte trovato salviette sporche nella buca delle lettere, colla nelle serrature dei garage, biglietti con frasi minacciose e anche le gomme dell’auto bucate:Ho sempre saputo che era lui ma non avevo prove”. L’uomo, ha raccontato Claudia, ha problemi anche con altri condomini. Sono state diverse, negli anni, le segnalazioni all’amministratore di condominio e sono state sporte anche denunce, poi ritirate, ha raccontato la donna.

Claudia si è sentita presa “di mira” da subito: “A parole mi ha detto di tutto ma si era sempre fermato lì, alle parole”.

Venerdì sera, invece, la tensione è sfociata in una violenta aggressione fisica. Claudia era tornata a casa intorno alle 21.45. Voleva prendere l’ascensore per raggiungere il terzo piano ma ha trovato la porta bloccata da un cavo metallico: “Un dispetto tipico di quella persona. Ho tirato un calcio alla porta per sbloccarla ma non ha funzionato e così sono salita dalle scale”. Arrivata sul pianerottolo Claudia si è trovata davanti l’uomo: “Mi ha urlato: Che ca..o fai? Io gli ho subito risposto che sapevo che era stato lui a manomettere l’ascensore”. A quel punto l’aggressività del vicino da verbale è diventata fisica: “Mi ha tirato un calcio e sono rotolata giù dalla scale”.

Claudia si è rialzata, sanguinante, ed è risalita: “Gli ho detto che questa volta non l’avrebbe passata liscia. L’uomo, però, non si è intimorito e l’ha di nuovo colpita: “Ha gridato “lesbica di me..a” e mi ha tirato un pugno in faccia. La donna quella sera ha chiamato il numero di emergenza 112 ed è rimasta in linea con la Polizia per fare ascoltare agli operatori tutto quello che stava accadendo: Piangevo, ero spaventata ma sono rimasta vicina alla porta in modo che la Polizia potesse sentire. Lui continuava a urlare che mi stava registrando, che ero io la pazza e che continuavo a bussare contro la sua porta”.

Venerdì sera Claudia è stata poi portata in ospedale dove le è stata medicata la ferita sulla testa, ricucita con tre punti di sutura. La donna sul viso ha il segno del pugno e  diversi lividi sul corpo. Impressa nella mente di Claudia c’è però, soprattutto, l’immagine della “cattiveria” che ha visto sul volto del vicino:Non so se questa persona ce l’abbia con me perché sono lesbica. Tempo fa ha insultato un altro condomino chiamandolo “brutto frocio di m…a” ma ha problemi con diverse persone nel palazzo”. Claudia domani andrà a sporgere formale denuncia: “Per qualche giorno starò da un’amica. Devo comunque tornare nel mio appartamento per prendere i miei animali e alcuni effetti personali e ho paura di incontrarlo. Spero che venga fatta Giustizia e che questo incubo finisca”.

 

 

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