Perché la piscina della scuola di Polizia è chiusa (per adesso) e cosa succederà
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ALESSANDRIA – “Che delusione, Alessandria perde un pezzo di storia”. Queste le amare parole della madre di uno dei tanti ragazzi che, in questi anni, hanno nuotato nella piscina della Scuola di Polizia di Alessandria, dopo la notizia dello stop alla gestione della struttura da parte della società Swimming Club. Ora bisognerà attendere i tempi tecnici di un bando, dopo che il Ministero ha disposto una procedura a evidenza pubblica. La questione infatti è che fino al 31 agosto era in vigore tra le parti una convenzione che prevedeva, a carico della proprietà dell’impianto (la scuola di Polizia) il pagamento di tutte le bollette (una cifra superiore ai 100 mila euro all’anno, ndr), mentre lo Swimming Club doveva accollarsi soltanto i costi di gestione (dai filtri agli impianti di aerazione), oltre ai lavori di adeguamento, cui si aggiungeva il versamento di una cifra fissa al fondo di assistenza della Polizia di Stato.

Questo accordo si sarebbe dovuto interrompere nel 2019, come preannunciato dalla Scuola di Polizia, ma l’emergenza covid ha portato alla proroga della convenzione fino al 31 agosto di quest’anno. Una decisione che ha permesso quindi alle famiglie che avevano già sostenuto le spese per iscrivere i figli ai corsi di non perdere il denaro e di continuare il rapporto. Alla luce quindi delle nuove procedure previste, a luglio, si sono presentati tre soggetti per manifestare il loro interesse alla gestione della struttura, tra cui lo stesso Swimming Club. Nel rispetto quindi dell’iter burocratico ora occorrerà attendere i tempi della gara a evidenza pubblica. La chiusura dell’impianto, quindi, sarà temporanea sebbene non sia possibile stabilire i tempi di riapertura.

Rispetto a questa vicenda l’Amministrazione, venuta a conoscenza del problema, ha tentato di trovare una soluzione temporanea, come spiegato dall’assessora allo sport Vittoria Oneto:Avevo chiesto alla direzione della Cardile l’ipotesi di una gestione temporanea, per mantenere aperta la struttura in attesa della conclusione delle procedure ma questo approccio non era perseguibile visto che è in corso una gara a evidenza pubblica, disposta dal Ministero. Il Comune non è proprietario dell’impianto e, ovviamente, da parte nostra non ci saranno ingerenze. Posso però auspicare che si faccia il prima possibile. Ho percepito da parte del direttore la consapevolezza dell’importanza che questa struttura ha avuto e che continua ad avere per tanti cittadini, ma ci sono dei vincoli da rispettare”. 

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“Ad Alessandria non esiste più una piscina dove far nuotare i nostri figli” ha però aggiunto a Radio Gold la cittadina alessandrina. Sfumato l’avvio dei prossimi corsi di nuoto e salvamento per quest’anno, resta infatti il problema ancor più impellente dei circa 100 atleti agonisti, ragazzi dai 7 ai 20 anni che necessitano di un impianto dove potersi allenare anche due volte al giorno: Purtroppo non ci sono piani B ha rimarcato con sconforto il direttore tecnico ed ex presidente dello Swimming Club Ettore Gavarente “alcuni andranno ad allenarsi nell’impianto di Tortona che, in alcuni orari definiti, ha dato la disponibilità di tre corsie. Una corsia potrebbe essere disponibile nell’impianto di Novi ma, ovviamente, la gran parte dei ragazzi resterà senza piscina”.