Autore Redazione
lunedì
18 Gennaio 2021
06:00
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Musica

Per il classico album “Quite Life” dei Japan arriva la deluxe edition

Per il classico album “Quite Life” dei Japan arriva la deluxe edition

Il classico dei Japan “Quiet Life” ha chiuso metaforicamente e letteralmente gli anni ’70 e ha dato il via agli anni ’80 per il fatto di essere uscito nel periodo natalizio, in alcuni paesi nel 1979 e in altri nel 1980. Un momento perfetto per una band che stava per uscire dal glam rock, dalle ombre post-punk e consegnare un disco con un suono nuovo di zecca che sarebbe arrivato a definire il nuovo decennio. “Quiet Life” è stato il terzo, ultimo e più riuscito album della band per l’etichetta Hansa Records, inclusi i singoli che lo accompagnavano; “Quiet Life” e “All Tomorrow’s Parties” così come altri singoli non originariamente non compresi nell’album, sono oggi inclusi nella nuova versione deluxe; “Life In Tokyo”, “European Son” e “I Second That Emotion” hanno agito da precursori per i suoni alternative, new wave e new romantici dei primi anni ’80. Mentre l’album non sarebbe entrato nella top 50 del Regno Unito, la sua influenza duratura si sarebbe fatta sentire per i decenni a venire ed è ormai universalmente riconosciuto come uno dei grandi classici britannici dell’epoca.

“Quiet Life” è ora oggetto di una nuova importante ristampa con una nuovissima rimasterizzazione half-speed dell’album originale, mix alternativi, b-side, singoli, rarità e materiale live che include la registrazione del ricercato ‘lost’ “Live at Budokan”del marzo 1980 precedentemente disponibile solo come EP a 4 tracce “Live in Japan”. L’uscita presenta l’artwork originale dell’album restaurata, nuove esclusive note di copertina con una prefazione del produttore originale, John Punter, fotografie inedite e memorabilia.

Parlando di “Quiet Life” nel 2019 il batterista dei Japan, Steve Jansen, dice: “Sembra il lavoro più compiuto da un gruppo di musicisti che ha iniziato a trovare una propria voce, piuttosto che dimostrare semplicemente le loro capacità di scrivere/suonare musica“.

Anche il tastierista, Richard Barbieri, riconosce lo spostamento sismico che la band ha vissuto “È come se da un giorno all’altro avessimo scoperto da un giorno all’altro la raffinatezza, la sottigliezza e le sfumature. Un grande cambiamento dovuto al fatto che David ha iniziato a scrivere di più al pianoforte e credo che questo abbia generato i brani più incisivi di quel periodo. Canzoni dal suono più aperto e spazioso in cui abbiamo iniziato a capire come costruire gli arrangiamenti“.

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