Autore Redazione
sabato
4 Settembre 2021
06:00
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Musica

Trovata una registrazione live inedita del capolavoro di John Coltrane

Trovata una registrazione live inedita del capolavoro di John Coltrane

Dopo quasi sei decenni, una registrazione privata di una rara performance dal vivo in un club del massimo capolavoro di John Coltrane, A Love Supreme, verrà pubblicata e resa quindi accessibile al pubblico. Registrata a inizio ottobre nella serata conclusiva di un’intera, storica settimana di ingaggio presso il club The Penthouse a Seattle, A Love Supreme: Live In Seattle (in uscita il giorno 8 ottobre su etichettaImpulse! Records/UMe) è un’autentica rivelazione di straordinaria importanza storica, dove si fotografa il momento in cui Coltrane stava espandendo il suo storico quartetto (il cosiddetto Classic Quartet) con l’aggiunta di un secondo sassofonista (Pharoah Sanders) e di un secondo contrabbassista (Donald Raphael Garrett) per catapultarsi nell’ultima fase del suo percorso musicale, tanto intenso quanto improntato alla spiritualità.

L’importanza di A Love Supreme: Live In Seattle è tanto più evidente quando si pensi che Coltrane interpretò molto di rado la suite in quattro movimenti dopo avere registrato la versione in studio alla fine del 1964. Composta e concepita come pubblica dichiarazione della sua profonda fede che prendeva forma in un spiritualità universale, l’album divenne un best seller e ricevete una nomination ai Gramm l’anno successivo. Per una sessantina d’anni, parve che l‘unica registrazione dal vivo di A Love Supreme fosse quella catturata nel luglio del 1965 al festival di Juan-les-Pins, in Francia, poi pubblicata una ventina d’anni fa. I nastri che contenevano questa performance dell’ottobre 1965 rimasero a Seattle nella collezione privata del sassofonista e didatta Joe Brazil, ascoltati negli anni da pochi, fortunati musicisti ed amici, e quindi sostanzialmente ignoti fino ad oggi.

A Love Supreme: Live In Seattle, oltre ad essere una rarità, è una versione particolarmente affascinate della suite, improntata ad un approccio più libero all’improvvisazione ed alla partecipazione corale del collettivo – per certi versi più assimilabile ad una funzione domenicale: la formazione vedeva John Coltrane e Pharoah Sanders al sax tenore, McCoy Tyner al piano, Elvin Jones alla batteria, e Jimmy Garrison con Donald (Rafael) Garrett al contrabbasso. Carlos Ward, all’epoca sassofonista contralto agli esordi, fu a sua volta della partita.

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