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CASALE – “Nessuna lamentela ma, oltre al regolamento andrebbe applicato anche il buon senso”. Così il vicepresidente del Casale Football Club Lino Gaffeo ha commentato la stangata del Giudice Sportivo ai tre giocatori nerostellati espulsi domenica scorsa contro il Vado. Cintoi, Villanova e Poesio non potranno scendere in campo per le prossime tre partite. 

“Non è vero che il Casale è una squadra refrattaria al rispetto delle regole di gioco ha sottolineato Gaffeo in una lettera aperta “lo garantisce la passione che vedo in ogni collaboratore fino ai giocatori e allo staff, nello svolgere il lavoro. La mia amarezza nasce dal fatto che nel calcio, specialmente il nostro di serie D, le società – tutte la società – devono ogni stagione far fronte a spese sempre più onerose (vedi quest’anno una composizione dei campionati che ha suscitato nel Casale e in tutte le società coinvolte molte perplessità) al fine di alimentare ciascuno il proprio sogno, raggiungere i propri obbiettivi quali essi siano. Chi mi conosce sa quanto io ci tenga all’immagine della società e al senso di “famiglia” a me tanto caro; sa quanto siano importanti per me il rispetto delle regole in campo e fuori. È un obbligo dal quale nessuno si deve sottrarre, e per nessuno intendo anche coloro i quali sono preposti alla vigilare in campo sul rispetto dei tali regole”.

Gaffeo ha sottolineato di non voler entrare nel merito del provvedimento del giudice sportivo ma vorrei tanto che la regola del buon senso fosse talvolta applicata in egual misura quanto il regolamento nudo e crudo”.

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Per fare un esempio di applicazione del buon senso Gaffeo ha parlato del famoso arbitro di rugby Nigel Owens: “Durante una partita tra due club professionistici inglesi scoppia una rissa. Anziché sventolare cartellini (come avrebbe potuto fare, forte del regolamento) adotta una diversa strategia; convoca tutti e trenta i giocatori attorno a sé e dice “Non siete dei bambini cresciuti, siete adulti e da adulti dovete comportarvi. E da adulti vorrei trattarvi” Dopo la “paternale” il gioco riprende. Ma senza andare troppo lontano: in certe partite di calcio avvengono contrasti vigorosi, in risposta dei quali l’arbitro adotta talvolta, soluzioni diverse dall’immediata sanzione disciplinare. Per me buon senso significa questo: perché possono esistere tante soluzioni a un problema e la capacità di chi deve decidere talvolta sta proprio nel cercare la strada meno diretta e facile”.

“Certo, il calcio non è il rugby” ha concluso Gaffeo “ma se noi abbiamo il dovere di facilitare il compito agli arbitri – al netto di provvedimenti disciplinari giusti, che accettiamo – un piccolo sforzo di buon senso aiuterebbe tutti, avrebbe un più efficace impatto “educativo” e , in ultima analisi, faciliterebbe il nostro lavoro per alimentare la nostra voglia di fare calcio nel rispetto delle regole. E anche del buon senso”.

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