Artico: “A Piacenza prestazione inaspettata, sono arrabbiato. Si riparta con più lavoro e umiltà”
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ALESSANDRIA – “Arrabbiato“. Ai microfoni di Radio Gold il direttore sportivo dell’Alessandria Calcio Fabio Artico si è definito così dopo il brutto passo falso dei grigi a Piacenza, l’ottava sconfitta stagionale, arrivata dopo una serie positiva di sei match. C’è tanta delusione, tanta amarezza ha sottolineato il dirigente dei grigi “non ci aspettavamo questa prestazione, al di là del risultato che è stato comunque negativo. Ci aspettavamo una Alessandria diversa. C’è grande rabbia da parte mia. Questa partita avrebbe potuto riportarci dentro a un discorso molto importante sul fronte della classifica e invece ci ha visto di nuovo cadere”.

La fiducia in mister Longo, ha comunque rassicurato il ds, è immutata.La prima persona delusa da questa prestazione inaspettata è lui. La sua figura non è in dubbio. La partita col Piacenza era stata preparata in maniera opposta, diversa. Ora è evidente che bisogna lavorare di più, rimboccarsi le maniche, probabilmente il lavoro che si fa non basta. Questo aspetto e l’umiltà sono la base di tutto, ci resta soltanto il campo. Non conosco altri metodi. Voglio guardare a breve termine: giovedì affronteremo il Renate che, in questo momento, è davanti a noi: vogliamo avvicinarci a questa squadra. Andiamo avanti gara dopo gara e poi faremo un resoconto complessivo di quello che è stato”.

“Problema corale o di qualche giocatore? A Piacenza tutta la squadra ha offerto una brutta prestazione, salvo uno o due giocatori per l’impegno ma per il resto faccio fatica a salvare qualcuno, dal punto di vista della mentalità e dell’approccio che, per quello che la partita rappresentava, dovevano essere diversi. Non credo che siano solo alcuni singoli giocatori da mettere sotto torchio. Preciso, però, che il curriculum e le esperienze passate non servono a nulla se non vengono confermate dalle prestazione. Un calciatore può aver giocato anche in serie A ma sbaglia se viene in C pensando di camminare sulle uova, rimedia solo delle figuracce. Ciò che si è fatto in passato conta zero, conta solo quello che si farà. Dobbiamo velocemente cambiare atteggiamento. L’ho già detto alla squadra, nello spogliatoio, a porte chiuse. Se ho parlato col presidente Di Masi? Anche lui è arrabbiato e deluso, e ne ha ben donde. Ci sentiamo quotidianamente, ripeto: la caduta di domenica è stata inaspettata per il percorso fatto da questa squadra nell’ultimo mese, ci aspettavamo una presenza in campo totalmente diversa. Problema in attacco? Non siamo una squadra che ha segnato tantissimo, ma neanche poco, la colpa non è solo degli attaccanti, possono segnare anche centrocampisti e difensori, non è un problema di conclusioni sbagliate. Contano la determinazione e le motivazioni, sempre, in ogni categoria, altrimenti non si va da nessuna parte”.