Autore Redazione
venerdì
23 Settembre 2016
23:40
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Eventi - Piemonte

Il sogno di catturare la vita. Recensione di “L’invenzione senza futuro” alla Cascina del racconto

Il sogno di catturare la vita. Recensione di “L’invenzione senza futuro” alla Cascina del racconto

ASTI – Con “L’invenzione senza futuro . Viaggio nel cinema in 60 minuti” è iniziata, venerdì 23 settembre, la due giorni di teatro, narrazione, musica e chiacchiere presso la Cascina del Racconto, un’iniziativa per ringraziare quanti, con la loro partecipazione alla Borsa del Libro , hanno permesso la realizzazione di questo programma.

“L’invenzione senza futuro” è uno spettacolo, nato dal sodalizio artistico tra la genovese Compagnia Dei Demoni e quella torinese Tedacà,  che prende spunto da episodi della vita dei fratelli Louis e Auguste Lumière, inventori del proiettore cinematografico e, paradossalmente, convinti della brevità del suo successo.

Il desiderio di catturare la vita e rappresentarla su uno schermo nasce per i due fratelli durante l’infanzia, cresce e si alterna alla vera ricerca dell’amore. L’intreccio della storia è fitto e originale, scandito dalla gestualità da vecchia pellicola a scatti o da scene al ralenti. I tre protagonisti Federico Giani, Celeste Gugliandolo, Mauro Parrinello, coautori e coregisti dello spettacolo insieme a Francesca Montanino e Federica Alloro aiuto regista, passano con facilità da quadri nello stile di vecchi film muti, a momenti dialogati, a colonne sonore cantate.

Le citazioni di film famosi non sono scontate, ma proposte in modo abile e cucite in un intreccio che non le rende prevedibili, ma solo le accenna in funzione della rappresentazione di stati d’animo e di situazioni. Le musiche dal vivo del pianoforte di Giorgio Mirto ricreano, su una scenografia di sedie di legno ribaltabili da vecchia sala cinematografica, un’atmosfera retro che si nutre di luce tremolante, immagini non nitide e cartelloni con scritte esplicative.

Una trama ingegnosa e sorridente su cui prevale un aspetto lirico, quando l’invenzione senza futuro travalica la capacità di catturare il reale per costuirne uno alternativo e ricreare sullo schermo un amore altrimenti impossibile.

Notevoli le scene gestuali e buona la costruzione della trama che fonde teatro, cinema e colonne sonore evocative. Meno riuscito il ritmo di alcune scene dialogate, ma nel complesso una bella ventata di aria fresca regalata da una compagnia giovane e promettente.

Sabato 24 settembre la due giorni alla Cascina del Racconto, con la direzione del Teatro degli Acerbi,  prosegue con questo programma:

Sabato  24  settembre

ore 16.30 per bambini e famiglie – Casa degli Alfieri:

TOBIA Un viaggio selvaggio al centro del bosco

ore 18 – Teatro degli Acerbi:

PININ E LE MASCHE

ore 19

chiacchierata con ospiti sul teatro di narrazione e sui nuovi progetti della Cascina del Racconto

ore 20

apericena

ore 21

concerto dei Fiati Pesanti

in occasione dell’uscita del primo “Quaderno di Astigiani”, il libro “Fiati pesanti musicisti quasi per caso” che racconta la storia dei 25 anni di questo big band anomala nel panorama nazionale

Nicoletta Cavanna

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