Autore Redazione
mercoledì
14 Dicembre 2016
14:37
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Eventi - Casale Monferrato - Lombardia

Alla Triennale di Milano un pezzo d’arte di Casale: in mostra i “Lumi di Chanukkah”

Una selezione di oltre quaranta candelabri a nove braccia, facenti parte della collezione della Comunità Ebraica di Casale Monferrato e realizzati da artisti contemporanei
Alla Triennale di Milano un pezzo d’arte di Casale: in mostra i “Lumi di Chanukkah”

MILANO – Arte e spiritualità ebraica, un connubio che affonda le sue radici in epoche lontane e che, anche oggi, torna a porre i riflettori sull’intrinseco rapporto tra oggetti rituali e il tema del sacro nelle grandi religioni monoteistiche. Sarà proprio il legame tra questi mondi, rivisitato in chiave contemporanea, il protagonista dell’esposizione “I lumi di Chanukkah. Tra storia, arte e design” in mostra alla Triennale Design Museum di Milano fino all’8 gennaio.

Una selezione di oltre quaranta candelabri a nove braccia, le chanukkioth, facenti parte della collezione della Comunità Ebraica di Casale Monferrato e realizzati da artisti contemporanei tra i quali Pomodoro, Nespolo, Luzzati, Topor, Paladino e molti altri, che sarà visitabile gratuitamente fino all’8 gennaio da martedì a domenica dalle 10.30 alle 20.30.

Nata dall’idea del designer Elio Carmi e dal suo incontro con l’artista Antonio Recalcati, la collezione dei lumi della Comunità Ebraica casalese, inaugurata ieri nel grande museo milanese, si alimenta dalla produzione di tantissimi autori nazionali e internazionali di tutte le fedi:  non necessariamente ebrei ma cattolici, evangelici, protestanti e mussulmani. All’evento, svoltosi davanti ad una folta platea di autorità, artisti, giornalisti ed appassionati, hanno preso la parola il Presidente della Fondazione Museo del Design Arturo Dell’Acqua Bellavitis, il Direttore della Triennale Design Museum Silvana Annicchiarico, il Rabbino Roberto Della Rocca, il Presidente di COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) Imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini,il Responsabile del Servizio per la Pastorale Sociale e per il Lavoro della Diocesi di Milano don Walter Magnoni, il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Nome Di Segni, il Curatore della mostra Elio Carmi e il Sindaco di Casale Monferrato Titti Palazzetti.

È un grande orgoglio aver portato una selezione di oltre quaranta opere di una collezione nata vent’anni fa in un contesto così prestigioso e in una posizione di assoluto rilievo come questa della Triennale” ha dichiarato Elio Carmi.

Si tratta di un’opportunità di grande visibilità per la città di Casale Monferrato che in un ambito di questa rilevanza può, davanti ad un pubblico competente, diffondere sempre più la sua vocazione culturale ed artistica. Grazie alla Comunità Ebraica casalese per averlo reso possibile” ha continuato Titti Palazzetti.

La mostra ospiterà le opere di: Valerio Anceschi, Arman, Roberto Barni, Franca Bertagnolli, Pietro Bestetti, Renata Boero Medini, Vito Boggeri, Giovanni Bonaldi, Elio Carmi, Eugenio Carmi, Jessica Carroll, Gianluigi Colin, Riccardo Dalisi, Luigi Del Monte, Giosetta Fioroni, Leila Fteita, Tiziana Fusari, Moreno Gentili, Alì Hassoun, Emilio Isgrò, Claude Lalanne, Emanuele Luzzati, Giuseppe Maraniello, Daniele Milanesi, Aldo Mondino, Giancarlo Montebello, Ugo Nespolo, Davide Nido, Mimmo Paladino, David Palterer, Laura Panno, Arnaldo Pomodoro, Marco Porta, Efrem Raimondi, Antonio Recalcati, Paul Renner, Omar Ronda, Roger Selden, Adam Tihany, Roland Topor, Stefano Valabrega, Marco Zanuso Jr.

Per chi non lo sapesse in ebraico la parola “chanukkah” significa “inaugurazione” o “dedica”. La festa di Chanukkah è dedicata alla Luce e comincia il 25 del mese di kislev, data indicata dal lunario ebraico, che ha la sua corrispondenza nel mese di dicembre, in prossimità del solstizio d’inverno. La festa dura otto giorni.  Il rito che l’accompagna è semplice: al tramonto la famiglia si raccoglie intorno a un candelabro di otto lumi, uno per giorno, più un nono che si chiama shammash – il servitore – che serve ad accendere gli altri lumi.

Foto in copertina di Moreno Gentili

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