ALESSANDRIA – Ci sono i volti di 43 detenuti della Casa Circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria che hanno deciso di “risvegliarsi dall’ombra” e posare di fronte alla macchina fotografica di Mara Mayer per raccontare il dramma dei suicidi in carcere, 43 nel 2015. Per il “Festival delle arti recluse” sono stati sistemati nelle sale di Palazzo Cuttica ad Alessandria anche i sedici lavori del laboratorio fotografico “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, ispirati all’Inferno di Dante e realizzati dai fotografi di Passo dopo Passo con un gruppo di detenuti di San Michele.  L’Arte reclusa” in mostra a Palazzo Cuttica ha liberato dal carcere anche le Domandine, negli istituti di pena  utilizzate per inoltrare le richieste e che l’arte del laboratorio di Massimo Orsi ha trasformato in “Domandone” da 120X80 cm, le ceramiche del laboratorio di Mariella Venniro e la grande opera pittorica “Physis”  realizzata dalla Bottega di pittura di Pietro Sacchi, Mario Rossi, Luca Cavalca per la casa Funeraria Bagliano.

La mostra a Palazzo Cuttica si potrà visitare fino al 15 dicembre, tutti i giorni dalle 15 alle 19.

 

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