CUCCARO – Come il Barone hanno fatto dell’eleganza, della semplicità e dei valori veri della vita la cifra stilistica della loro carriera. Claudio Marchisio e Sara Simeoni hanno vinto la nona edizione del Premio Liedholm, consegnato proprio a Villa Boemia a Cuccaro, dove il campione svedese visse gran parte della sua vita, dopo aver centrato una serie di successi nel mondo del pallone, da calciatore, allenatore e dirigente. Per la prima volta il riconoscimento si è aperto anche ad altri sport oltre al calcio ma, ha promesso il figlio di Nils, Carlo Liedholm, non sarà certo l’ultima.

“Non ho conosciuto Liedholm ma l’ho apprezzato per la persona che era ha detto l’olimpionica di salto in alto “un onore essere la prima rappresentante di un altro sport a entrare nell’albo d’oro”. 

“Orgoglioso per questo premio” le parole dell’ex campione della Juventus e della Nazionale “non è riconoscimento legato solo vittorie ma ai valori che una persona ha. Mi riferisco, ad esempio, al valore della famiglia, che ti lega alla vita reale, un aspetto che forse il calcio in questo momento sta un po’ perdendo”.  

A raccontare tanti aneddoti della vita del grande Nils Liedholm anche ex compagni di squadra come Josè Altafini o giocatori allenati da lui come Roberto Bettega.Un grande uomo, che vive ancora oggi” ha detto Altafini “l’ho amato calcisticamente parlando. Mi spronava col suo modo di fare, mi ha aiutato tanto. Grazie a lui ho tirato di più di sinistro e ho fatto tantissimi gol”.

“Gli devo tutto” ha detto Bettega “fu lui a volermi al Varese dalle giovanili della Juventus. Con lui in panchina fummo promossi in serie A”. 

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