Autore Redazione
mercoledì
15 Febbraio 2017
01:16
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Cronaca - Alessandria

Solo l’8% delle imprese alessandrine è in mano a giovani under 35

Solo l’8% delle imprese alessandrine è in mano a giovani under 35

PIEMONTE – Le imprese in provincia non sono giovani. Lo dicono i numeri del registro imprese delle Camere di commercio piemontesi. L’alessandrino è al penultimo posto per imprenditoria giovanile visto che solo l’8.1% delle aziende ha titolari under 35. Sta peggio solo il biellese con una percentuale del 7.8%. Tuttavia in provincia il saldo tra nascita e cessazioni è positivo ed è il terzo miglior risultato in Piemonte.

In Italia la regione si trova all’undicesimo posto, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,6%, una percentuale più bassa rispetto all’anno precedente che è costata al Piemonte una posizione.

Sono 42.237 le imprese giovanili registrate al 31 dicembre 2016 in Piemonte e rappresentano poco meno del 10% delle aziende complessivamente registrate nella regione e il 32% delle nuove attività. Nel 23,6% dei casi sono guidate da stranieri e l’8,2% è amministrato da giovani imprenditrici.

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, nel 2016, a fronte della nascita di 8.478 imprese giovanili, ne sono cessate 4.085 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo è risultato, dunque, positivo per 4.393 unità. Senza l’apporto delle aziende guidate da imprenditori under 35, lo stock delle imprese complessivamente registrate in Piemonte avrebbe manifestato una perdita pari a 4.912 unità.

La buona dinamica delle imprese under 35 e il loro apporto fondamentale alla nostra economia – ha spiegato Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte – rappresentano infatti il 32% di tutte le nuove attività e confermano la necessità di sostenere i giovani con iniziative dedicate, per metterli nelle condizioni di dare continuità al tessuto imprenditoriale del nostro territorio. Il Sistema camerale dedica da tempo un’attenzione particolare ai giovani, e si sta muovendo sempre di più in questa direzione: nell’ambito del programma nazionale Garanzia Giovani stiamo portando avanti il progetto ‘Crescere Imprenditori’, articolato in corsi di formazione e assistenza personalizzata per i futuri capitani d’azienda, finalizzato alla redazione di un Business plan efficace per poter realizzare al meglio le loro idee imprenditoriali. Anche le nuove funzioni che il Decreto legislativo n. 219 del 25 novembre 2016 ci ha attribuito, ci permetteranno di sostenere i giovani imprenditori di domani, dotandoli di competenze ed esperienze spendibili nel mondo del lavoro – ha concluso Ferruccio Dardanello”.

Il tessuto imprenditoriale piemontese, così come quello, nazionale è affetto dal cosiddetto nanismo imprenditoriale, essendo costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese. Questo fenomeno è ancora più vero per le imprese giovanili, per le quali si registra un’incidenza elevatissima di micro imprese: nel 99% dei casi le imprese guidate da under 35 hanno, infatti, meno di 10 addetti.

Dall’analisi del tessuto imprenditoriale giovanile piemontese per classe di natura giuridica, si osserva come il 79,9% circa delle imprese guidate da under 35 assuma la forma di ditta individuale, poco meno del 10% sia una società di persone, mentre il 9,1% (in crescita rispetto all’8,5% del 2015) sia strutturata come società di capitale. Le altre forme giuridiche, in cui trovano spazio le cooperative, pesano l’1,1%. Confrontando le imprese giovanili con quelle totali, si evidenzia per le prime una maggiore propensione per la forma della ditta individuale e un peso decisamente inferiore per le società di persone e di capitale.

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