24 Febbraio 2026
05:33
In Piemonte mancano infermieri, sindacato Nursind: “Per ogni due che escono ne entra solo uno”
PIEMONTE – In Piemonte la carenza di infermieri rischia di diventare strutturale. “Per ogni due infermieri che escono, ne entra solo uno” ha sottolineato il sindacato Nursind regionale, attraverso Francesco Coppolella, componente della segreteria piemontese. L’obiettivo è evitare che la carenza si trasformi in uno smantellamento silenzioso dei servizi. Nonostante i concorsi banditi con continuità, ha rimarcato il sindacato, il saldo tra pensionamenti, dimissioni e nuovi ingressi resta negativo. I numeri, secondo il Nursind Piemonte, parlano chiaro: mentre i medici sul mercato sono destinati ad aumentare, gli infermieri diminuiscono.
“Stiamo andando verso un paradosso insostenibile, reparti con più medici pronti a prescrivere cure che infermieri disponibili per somministrarle. Una sproporzione che rende vana ogni diagnosi e mette a rischio la sicurezza del paziente” sottolinea il Nursind.
Per il Nursind le realtà meno attrattive, infatti, si starebbero svuotando a favore di aziende considerate più favorevoli. I concorsi, spesso, si traducono in semplici spostamenti di personale tra strutture diverse. Entro metà 2026 la Regione dovrà completare la rete delle Case e degli Ospedali di Comunità. “Questo sta richiedendo un travaso di personale dagli ospedali verso il territorio. Senza nuove risorse non sarà possibile sostituire queste unità, con un impatto importante sui servizi ospedalieri”.
Nel 2025 il 70% delle risorse per le prestazioni aggiuntive, cioè i turni oltre l’orario ordinario, è stato usato per coprire carenze e garantire la sicurezza minima. Ora però quei fondi risultano dimezzati. “Siamo estremamente preoccupati. Se le risorse verranno dirottate quasi interamente sulle liste d’attesa, la tenuta dei servizi ordinari crollerà. Gli infermieri non sono più disposti a saltare i riposi senza un riconoscimento economico certo e dignitoso” avverte il sindacato.
“L’abbattimento delle liste d’attesa” l’appello del Nursind “non avvenga a discapito della qualità dell’assistenza nei reparti”. Il problema riguarda anche le assenze per maternità, congedi, malattie o infortuni: da tempo non sono previste sostituzioni, con ripercussioni dirette sull’organizzazione dei servizi. Alla luce dei fondi stanziati dalla Legge di Bilancio, oltre 450 milioni a livello nazionale anche per le assunzioni, il Nursind chiede azioni immediate e concrete:
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mappare in tempo reale le carenze nelle singole aziende, alcune con numeri negativi anche a tre cifre;
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individuare risorse per garantire dignità lavorativa e sicurezza delle cure;
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avviare nuovi modelli assistenziali, superando rigidità organizzative e monitorando l’appropriatezza nell’uso delle risorse.
Secondo il sindacato, nelle condizioni attuali non sarà possibile costruire un sistema territoriale forte, guidato dagli infermieri, capace di gestire le cronicità e ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso. La proposta finale è l’istituzione di un Organismo Regionale Permanente per il Governo della Carenza Infermieristica, con poteri decisionali e operativi. “Non serve un semplice luogo di ascolto, ma una regia unica in grado di intraprendere azioni correttive immediate. Solo così si può evitare che la carenza di infermieri si trasformi in uno smantellamento silenzioso dei servizi essenziali” conclude il Nursind Piemonte.