Cronaca - Alessandria

Cissaca: “Aumentano disagi e rabbia, costretti a prendere una guardia giurata. Serve una visione subito”

ALESSANDRIA – Le disuguaglianze economiche e sociali riguardano sempre più persone e dare risposte durature e definitive sempre più complicato. Definire tutto questo “emergenza” ormai è riduttivo e rischia di sminuire la portata di una crisi che diventa sempre più feroce, di anno in anno. Margherita Bassini, Presidente del Cissaca, il Consorzio dei Servizi Sociali che serve 29 comuni (Alessandria è il più popoloso), in questi giorni sta presentando i dati del 2025 da cui emerge come l’aumento di persone assistite continua a crescere. Nel 2025 sono state 6.169 (+115 rispetto al 2024) e allo stesso tempo è salita con forza anche la spesa per chi ha bisogno a livello locale: 14.783.014 euro nel 2025, contro i 14.092.609 del 2024 e i 10.981.859 euro del 2023.

I numeri però non bastano a descrivere una situazione che, appunto, non può essere sbrigata con un approccio temporale ristretto. Margherita Bassini nell’intervista che vi proponiamo invita la politica a ragionare su visioni a lungo raggio perché solo così si potrà lenire la pericolosa piega che sta prendendo una fetta sempre più ampia della società. “La provincia di Alessandria sta vivendo una feroce crisi demografica e noi dobbiamo pensare ai giovani, anche con strumenti differenti da quelli usati finora“. La presidente invita a pensare a strumenti come l’anticipazione dell’obbligo scolastico per aiutare le famiglie, ma anche a ridisegnare la frequentazione delle scuole, allargando il calendario scolastico a 11 mesi all’anno. Gli istituti inoltre possono essere pensati come strutture dove “gli insegnanti fanno gli insegnanti e nel resto del tempo si possano fare altre attività utili all’educazione e alla crescita dei ragazzi“. Un modello già applicato in molti Paesi del Nord Europa che dovrebbero essere presi in considerazione anche qui. Non avere una visione a lungo raggio, continua Bassini, rischia di adottare solo palliativi e impoverire tutti con gli anziani oggi considerati ormai una fascia “ricca”, e i giovani destinati a erodere quel patrimonio e quindi ad aumentare progressivamente disagi e potenziali conflitti sociali. Conflitti che già oggi, spiega ancora la Presidente del Cissaca, si  vedono palesemente e pericolosamente. “Stiamo asseistendo – continua Bassini – a un aumento della rabbia e della violenza che ha costretto il nostro ente ad adottare misure odiose ma necessarie“. A breve infatti il Cissaca avrà una guardia giurata a presidiare la sede “dopo numerosi casi di intemperanze“. “Questa misura l’abbiamo dovuta prendere con la morte nel cuore perché confligge con lo spirito stesso che incarniamo ma è un evidente segnale dei tempi e della gravità della situazione”. Ignorare questi campanelli d’allarme però significa prendere una strada che sconterà tutta la società e che restituirà un futuro sempre più complicato. Non è una questione di denaro, almeno non solo, ma di visione così come di coraggio delle azioni da adottare, se tutte le soluzioni spese finora non sono bastate evidentemente occorre imboccare altri percorsi e le scorciatoie sono finite.

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