Autore Redazione
lunedì
2 Marzo 2026
19:20
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Politica - Alessandria

Incendio in carcere, Abonante: “Lo Stato sembra ignorare le necessità della città, nel silenzio delle destre”

Incendio in carcere, Abonante: “Lo Stato sembra ignorare le necessità della città, nel silenzio delle destre”

ALESSANDRIA – L’amministrazione comunale di Alessandria ha espresso vicinanza e l’augurio di pronta guarigione agli agenti di Polizia Penitenziaria rimasti intossicati dall’incendio di una cella appiccato questo lunedì da un detenuto del carcere Cantiello e Gaeta. “L’ennesimo episodio di disagio che si registra all’interno del carcere Don Soria, con conseguenze gravi sul personale, che lavora in condizioni molto difficili” ha sottolineato il sindaco Giorgio Abonante.Il tema è delicato: a fronte della trasformazione del carcere di San Michele in istituto per detenuti al 41-bis, il Don Soria appare dall’esterno come un luogo non sicuro, né per i detenuti né per chi vi lavora quotidianamente a vario titolo ha rimarcato il primo cittadino.

“L’ultimo contatto con il Sottosegretario Andrea Delmastro risale ai primi di dicembre ma, da allora, nessuna notizia ha ricordato con rammarico Abonante “se lo Stato ha deciso di fare della nostra città il luogo in cui concentrare quasi 200 detenuti al 41-bis, non ho il potere di oppormi, anche se non sono d’accordo. Al Sottosegretario abbiamo però chiesto interventi concreti per la città: dalla struttura del Don Soria al Tribunale. Gli ultimi casi di cronaca riguardanti il carcere e le inchieste giornalistiche di livello nazionale che hanno interessato il Tribunale testimoniano che qualcosa non funziona. Lo Stato non ci ha abbandonato: lo Stato sembra ignorare le ragioni e le necessità di una città e di un territorio più vasto — e lo fa nel silenzio delle destre alessandrine e piemontesi. Ciò è ancora più grave”. 

Anche l’assessora alle Politiche Sociali, Roberta Cazzulo, ha espresso “profonda solidarietà e vicinanza” al personale della Polizia Penitenziaria, invocando anche una seria riflessione sulla sicurezza negli istituti penitenziari e sulle condizioni di lavoro del personale che quotidianamente opera con professionalità e dedizione all’interno delle carceri italiane. “Servono misure immediate per deflazionare la densità detentiva e soprattutto è necessario adeguare concretamente gli organici della Polizia Penitenziaria, riorganizzando e riformando l’intero apparato”.

“È indispensabile” ha aggiunto l’esponente della giunta Abonante “un’operazione sistemica che affronti con sintesi i numerosi problemi che affliggono l’universo penitenziario”. Si tratta di intervenire su più fronti: dall’edilizia penitenziaria alla giurisdizione, dall’amministrazione alla gestione delle risorse umane. Non solo sicurezza, dunque, ma anche una visione nuova del tempo di detenzione: occorre riempire di senso il tempo della detenzione, offrendo più attività trattamentali, culturali, lavorative, sportive e ricreative. Evidenzio l’urgenza di incrementare il personale specializzato all’interno degli istituti: psicologi, educatori, psichiatri, pedagogisti, assistenti sociali e mediatori linguistici. Figure che, potrebbero ascoltare i detenuti, cogliendo le ragioni di un’intollerabile sofferenza spesso ignorata. Chiedo a tutti i Parlamentari norme specifiche ed urgenti, e al Ministro della Giustizia provvedimenti concreti in tempi rapidi, in linea con le parole del Presidente della Repubblica, ribadendo la necessità di un impegno condiviso e concreto per garantire dignità e sicurezza all’interno delle carceri italiane”.

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