Autore Redazione
martedì
3 Marzo 2026
05:30
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Politica - Piemonte

Prestazioni serali Asl Al, Riboldi replica a Ravetti: “Offensivo mettere in dubbio il lavoro dei sanitari”

Prestazioni serali Asl Al, Riboldi replica a Ravetti: “Offensivo mettere in dubbio il lavoro dei sanitari”

PIEMONTE – È netta la replica dell’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, alle critiche mosse consigliere del Pd, Domenico Ravetti, sui numeri delle prestazioni sanitarie erogate dall’Asl Al in orario serale e nei fine settimana. Il vicepresidente del Consiglio regionale ha presentato un’interrogazione per fare luce sui “criteri utilizzati per conteggiare le prestazioni extra orario”, domandando se tutte le Aziende sanitarie regionali abbiano adottato gli stessi parametri nella raccolta dei dati. Al centro delle perplessità ci sono i numeri dell’Asl AL: 44.430 prestazioni aggiuntive tra sabati, domeniche e orari serali, pari a circa il 18% delle oltre 251 mila registrate a livello regionale. Un dato superiore a quello della Città della Salute di Torino (36.536), dell’Asl TO (24.526) e persino alla somma del Santa Croce e delle Asl di Cuneo (29.922).

Attribuire a presunte logiche di compiacimento personale il lavoro svolto da centinaia di professionisti della sanità piemontese è offensivo e irrispettoso“, afferma l’assessore Riboldi.

Secondo Riboldi, l‘attacco di Ravetti non colpisce l’assessorato ma direttamente medici, infermieri e operatori sanitari che “hanno scelto di lavorare la sera, nei fine settimana e nei giorni festivi, facendo sacrifici concreti”, oltre ai cittadini che grazie a queste aperture straordinarie hanno potuto accedere a visite ed esami che altrimenti avrebbero rinviato o effettuato nel privato.

“Trovo quantomeno curioso che il consigliere Ravetti si lamenti perché in Piemonte siano state garantite oltre 250 mila prestazioni in più rispetto al passato – aggiunge l’assessore Riboldi – Sarebbe più utile chiedere ai cittadini che ne hanno usufruito se quel risultato è stato inutile o dannoso. Per molti di loro ha significato rientrare nel perimetro della sanità pubblica. L’indicazione data dall’Assessorato alle Aziende sanitarie è stata chiara e trasparente: aumentare le prestazioni disponibili per i cittadini, utilizzando anche fasce orarie serali e nei fine settimana. Una richiesta operativa precisa a cui tutte le Aziende sanitarie hanno aderito, anche l’Asl di Alessandria che, è giusto ricordare, è tra le più popolose del Piemonte, con oltre 400 mila cittadini.

E comunque, non si preoccupi il consigliere Ravetti, perché tutte le prestazioni sono e saranno puntualmente rendicontate, con numeri certi e verificabili, a differenza di ricostruzioni approssimative o strumentali che ha fatto invece lui.

Nel merito del dibattito sulle liste d’attesa, Riboldi invita inoltre a fare chiarezza sulla differenza tra “prestazione sanitaria” e “percorso di cura”: “La prestazione è il singolo atto – una visita, un esame, un ricovero – disciplinato dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa, con tempi massimi definiti. Il percorso di cura è invece l’insieme coordinato di più prestazioni che accompagnano il cittadino dalla diagnosi alla terapia e al follow-up. È possibile, e accade, che una prima visita venga erogata nei tempi previsti dalla normativa, mentre le prestazioni successive richiedano una programmazione più articolata.

Per questo il governo delle liste di attesa non può essere ridotto a una lettura semplicistica dei numeri, ma deve riguardare l’intero percorso assistenziale, puntando su continuità clinica, appropriatezza prescrittiva ed equità di accesso. Il piano straordinario messo in campo non ha mai avuto la pretesa di risolvere definitivamente un problema strutturale, ma ha prodotto un risultato concreto: decine di migliaia di persone sono state riportate dentro la sanità pubblica. Un modello che, non a caso, è stato ripreso anche da altre Regioni, come la Puglia e la Toscana a guida PD. E comunque, lo ribadisco ancora una volta, il sottoscritto e la Giunta Cirio non ci siamo mai sottratti al confronto: nonostante io sia impegnato a Roma per i nuovi ospedali piemontesi, ci sarà un collega assessore a rispondere puntualmente a tutti i punti sollevati. Però deve essere ben chiaro fin da subito che le critiche strumentali non aiutano a risolvere i problemi. Servono invece responsabilità, memoria e rispetto per chi oggi lavora ogni giorno, spesso in condizioni difficili, per garantire il diritto alla salute dei piemontesi”.

 

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