11 Marzo 2026
05:30
Agricoltori Autonomi contro il rincaro del gasolio: esposto all’Antitrust contro le speculazioni
PIEMONTE – Prosegue la mobilitazione degli Agricoltori Autonomi contro la crisi sempre più grave delle aziende agricole. Nelle ultime settimane sono state organizzate manifestazioni a Milano, Parma, Strasburgo, Bormio e Roma il 6-7 marzo, con delegazioni arrivate da diverse province piemontesi per chiedere misure straordinarie contro la chiusura di molte imprese agricole. Tra le richieste anche lo stop al trattato UE-Mercosur, considerato dagli agricoltori “la pietra tombale della nostra agricoltura”. In parallelo prosegue anche l’azione sul piano istituzionale: a fine gennaio è stata inviata una segnalazione all’ICQRF e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sulle pratiche commerciali sleali e sul peso della grande distribuzione organizzata nella formazione dei prezzi.
Secondo quanto denunciato dagli agricoltori, su 100 euro spesi dal consumatore solo 7 arrivano all’agricoltore. La segnalazione è stata accolta dall’Antitrust, che ha annunciato una convocazione in audizione durante il procedimento. Intanto questo martedì 10 marzo è stata presentata una nuova segnalazione all’AGCM e al Ministero dell’Agricoltura per denunciare presunte speculazioni sul prezzo del gasolio agricolo e dei concimi fertilizzanti, legate anche alle tensioni internazionali in Medio Oriente.
Secondo i dati forniti dagli agricoltori, il prezzo del gasolio agricolo sarebbe passato da 0,818 euro al litro più IVA il 2 marzo a 1,167 euro il 5 marzo, con un aumento del 42.66% in pochi giorni, ben superiore a quello registrato dal gasolio per autotrazione. Situazione simile anche per i fertilizzanti, con prezzi in aumento e forniture che iniziano a essere contingentate per il timore di problemi negli approvvigionamenti.
Gli agricoltori hanno quindi invocato controlli immediati dell’Antitrust per fermare eventuali speculazioni e interventi urgenti del governo per ridurre i costi di produzione, ad esempio con tagli alle accise o nuove misure di sostegno economico. Tra le criticità segnalate anche il credito d’imposta, ritenuto ormai poco sostenibile per aziende che faticano ad anticipare i costi. La preoccupazione riguarda anche la sicurezza alimentare. Negli ultimi anni, hanno ricordato gli agricoltori, sono già diminuite le produzioni di grano, carne e zucchero. L’aumento dei costi di gasolio e concimi potrebbe portare a un ulteriore calo delle produzioni agricole, con conseguenze sul sistema alimentare, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti. Per questo gli agricoltori ribadiscono che l’agricoltura è un settore strategico per il Paese, fondamentale per garantire approvvigionamenti e autonomia produttiva nei momenti di crisi o emergenza.