2 Maggio 2026
14:00
La cripta nascosta di Asti: un viaggio sotterraneo tra Medioevo e mistero – Piemonte da Scoprire
PIEMONTE – Immaginate di trovarvi nel pieno centro di una magnifica cittadina piemontese, a osservare la struttura di un liceo classico costruito all’inizio del secolo scorso. È una bella giornata di primavera con il cielo azzurro e siete disturbati solo da qualche passante diretto verso i negozi del centro e da qualche rara automobile: la strada, che a breve diventa pedonale, un tempo era il decumano massimo e qui c’era il Foro di Hasta, l’antica città. Decidete di varcarne la soglia e di dirigervi verso il seminterrato, perché l’istinto vi sussurra che potrebbe esservi un mistero nascosto. Fra poco scoprirete di aver avuto ragione: nascosti dalla struttura moderna ci sono un cimitero medievale, una cripta antichissima di origine leggendaria e un museo riservato ad antiche lapidi. In più in questo luogo vi fu per mille anni un monastero femminile. Stiamo leggendo l’ultimo successo di Dan Brown, oppure guardando il nuovo seguito di Indiana Jones? Niente di tutto ciò: si tratta della Cripta di Sant’Anastasio e del Museo Lapidario, e ci troviamo nel pieno centro di Asti. Anche l’origine del luogo è avvolta dalle leggende, ma d’altronde il mondo medievale era dominato dal fantastico e l’uomo non poteva che volgere il suo sguardo pieno di stupore verso le meraviglie della natura, il passato e l’ignoto, sempre con il timore della collera di Dio. Chi era Sant’Anastasio? Probabilmente si trattava del secondo vescovo di Asti succeduto nel V secolo a Sant’Aniano; di lui non si hanno notizie precise se non che fu sepolto da queste parti. Oltre trecento anni dopo, lo storico Paolo Diacono riportò nella Historia Langobardorum che il re longobardo Liutprando, che aveva regnato dal 712 al 744, aveva effettuato una campagna militare in Italia centrale durante la quale aveva visitato dei luoghi di culto dedicati al martire persiano Anastasio, omonimo del vescovo di Asti. Anastasio, il cui vero nome era Magundat, era un ufficiale dell’esercito persiano del VII secolo d.C., seguace di Zarathustra. Quando il sovrano sasanide Cosroe II conquistò Gerusalemme nel 614 d.C. e fece trasportare la Vera Croce in Persia, Magundat ne rimase affascinato e decise di abbracciare la fede cristiana. Nel 628 venne catturato e decapitato; nel 640 i suoi resti furono traslati a Roma nel monastero delle Aquae Salviae. Sant’Anastasio il martire è celebre per essere stato a lungo ritratto su una medaglia votiva, diffusissima soprattutto a Napoli: la “capa” del santo era ritenuta miracolosa e protettiva contro malattie e malocchio. Il re Liutprando decise quindi di sviluppare il culto anche nel Nord Italia. Fu edificata una prima basilica nella zona del foro romano, poi trasformata in monastero femminile (citato già nel 792). Dopo varie vicissitudini e la soppressione napoleonica del 1802, nel 1907 fu costruito l’attuale liceo, demolendo gran parte del complesso ma salvando la parte sotterranea.
Qual è dunque il santo della cripta? Il vescovo astigiano o il martire persiano? Non è possibile stabilirlo con certezza: dal 1300 i due culti si fusero.
La visita inizia dal Museo Lapidario, con capitelli e lapidi medievali. Degno di nota è il Paliotto d’altare del XIII-XIV secolo proveniente da San Pietro in Consavia. Si osservano anche tracce romane, resti altomedievali e tombe del VII-X secolo.
La sensazione è quella di essere sospesi nel tempo, immersi nel Medioevo, mentre solo le vetrate ricordano il presente.
Più avanti una piccola porta conduce alla Cripta di Sant’Anastasio, a tre navate con volte a crociera. Le prime campate risalgono all’anno Mille, con materiali di recupero romani e capitelli decorati. La parte orientale è invece del XII secolo, con colonne in arenaria. La struttura è piccola ma estremamente suggestiva.
Usciti all’aperto, non si ha la sensazione di tornare alla realtà, ma di aver lasciato un luogo carico di storia, mistero e serenità. La visita merita sicuramente, alla scoperta di questo gioiello nascosto sotto una costruzione moderna. Il Museo Lapidario e la Cripta di Sant’Anastasio si trovano nel centro di Asti in corso Alfieri 365/A, e sono visitabili tutti i giorni.
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