24 Aprile 2026
05:33
Parkinson, l’intestino anticipa la diagnosi: segnali precoci scoperti anche a Pavia
PAVIA – Le alterazioni del microbiota intestinale potrebbero permettere di individuare in anticipo il rischio di sviluppare il Parkinson, anche prima della comparsa dei sintomi. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Medicine. La ricerca rientra nel progetto “Parkinson Microbioma”, finanziato da Aligning Science Across Parkinson’s e dalla Michael J. Fox Foundation e coordinato dal professor Anthony Schapira dell’University College of London. Il lavoro ha coinvolto un ampio consorzio internazionale, tra cui il centro tedesco DZNE e l’istituto francese INRAE.
In Italia lo studio è stato condotto alla Fondazione Mondino IRCCS di Pavia da un team guidato dal professor Fabio Blandini, con il coordinamento clinico della dottoressa Micol Avenali. Ha partecipato anche, come centro satellite, l’Ausl IRCCS di Reggio Emilia. I risultati mostrano come specifiche modifiche del microbioma possano identificare soggetti a rischio, sia con predisposizione genetica (come i portatori di varianti del gene GBA1) sia nella popolazione generale. Questi segnali potrebbero quindi rappresentare un marcatore precoce nella fase pre-sintomatica della malattia. Si tratta di un passo rilevante perché apre alla possibilità di nuove strategie preventive, intervenendo proprio sull’intestino prima che il Parkinson si manifesti.