30 Aprile 2026
11:17
“Propaganda antiabortista” nella bacheca dell’ospedale. “Casa delle donne”: “Toglieteli”
ALESSANDRIA – Informazioni contro l’aborto in opuscoli affissi nella bacheca dell’ospedale Santi Antonio Biagio e Arrigo di Alessandria. Lo ha denunciato “La Casa delle donne“, associazione contattata da una cittadina che ha notato il materiale del Movimento per la Vita e del Centro di Aiuto alla Vita, in un luogo in cui le donne hanno il “diritto di rivolgersi per l’interruzione volontaria di gravidanza, così come stabilito dalla legge 194/78. Un diritto che deve essere accompagnato da informazioni complete, corrette e non orientate”. “Non si tratta di volantini presenti nello spazio pubblico cittadino, ma di materiali collocati all’interno di un luogo di sanità pubblica. Ed è proprio questo il punto”.
L’accaduto è stato segnalato alla Direzione dell’Ospedale di Alessandria con una mail certificata in cui si chiede la “rimozione dei materiali di associazioni antiabortiste affissi nella bacheca all’interno della struttura”. “La bacheca in questione propone invece un’informazione parziale, che indirizza verso realtà con una posizione esplicitamente contraria all’aborto, senza restituire l’insieme delle possibilità previste dalla legge”.
“La legge 194/1978 garantisce alle donne il diritto di rivolgersi al servizio sanitario pubblico anche per l’interruzione volontaria di gravidanza. Un diritto che deve essere accompagnato da informazioni complete, corrette e non orientate. In uno spazio pubblico di cura, l’informazione deve essere chiara, completa e rispettosa dell’autodeterminazione delle donne. Non può essere affidata a soggetti che portano avanti una visione ideologica, né può omettere diritti garantiti per legge. Ricordiamo che le donne che vivono una gravidanza con difficoltà possono e devono poter trovare risposta nei consultori e nelle strutture sanitarie pubbliche, che hanno il compito di garantire percorsi di informazione, sostegno e accesso ai servizi nel rispetto della normativa vigente. Quello che segnaliamo non è un episodio isolato, ma si inserisce in un processo più ampio di ingresso di soggetti portatori di posizioni ideologiche all’interno dei luoghi pubblici di cura, con il rischio concreto di orientare e limitare l’accesso a informazioni e servizi che dovrebbero invece essere garantiti in modo completo, senza condizionamenti. Per questo abbiamo chiesto alla Direzione dell’Ospedale di rimuovere dalla bacheca le locandine e le brochure presenti. È una questione di diritti, di accesso all’informazione e di responsabilità delle istituzioni pubbliche. Confidiamo in una risposta rapida da parte della struttura, che intervenga per cancellare ogni ambiguità, garantendo che all’interno di uno spazio di sanità pubblica siano sempre rispettati e tutelati i diritti previsti dalla legge“.
