mercoledì
29 Aprile 2026
15:44
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Danza come cura: progetto dell’ospedale di Alessandria per curare pazienti con lesione midollare
ALESSANDRIA – La danza anche per curare le persone con lesione midollare. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria, con il coordinamento del Centro Studi Ricerca delle Professioni Sanitarie (CeRProS) DAIRI, diretto da Tatiana Bolgeo, ha ideato un progetto di ricerca che vuole migliorare la qualità della vita e il benessere psicologico dei pazienti e dei loro caregiver.
Lo studio sarà condotto presso il Day Hospital del Presidio Riabilitativo “Teresio Borsalino” dell’AOU AL, diretto da Luca Perrero, Direttore del Dipartimento di Medicina riabilitativa e geriatrica. Coinvolgerà un gruppo di pazienti adulti con lesione midollare e i rispettivi caregiver.
La lesione midollare è una condizione complessa che, oltre alle limitazioni fisiche, può comportare isolamento sociale, ansia e depressione. In questo contesto, la Danzaterapia rappresenta un approccio innovativo: attraverso il movimento, la musica e la relazione con gli altri, favorisce l’espressione emotiva, la consapevolezza del proprio corpo e il recupero dell’autonomia.
Il progetto prevede un ciclo di incontri settimanali di gruppo, coordinati da Maurizio Guasco, Danzaterapeuta del metodo “ChiAma” e Presidente dell’Accademia di Danza Vietata Riproduzione, della durata di due ore per otto settimane. Le attività saranno adattate all’utilizzo della sedia a rotelle e coinvolgeranno attivamente i caregiver, valorizzando la relazione e il supporto reciproco.
Nel corso dello studio verranno monitorati diversi aspetti: dalla qualità della vita ai livelli di stress, ansia e depressione, fino al carico assistenziale percepito dai caregiver. Le valutazioni saranno effettuate in tre momenti, all’inizio, a metà e al termine del percorso, per osservare eventuali cambiamenti nel tempo. Si tratta di uno studio pilota no profit che mira a verificare la fattibilità di questo tipo di intervento all’interno dei percorsi riabilitativi tradizionali. L’obiettivo è comprendere se attività di tipo espressivo e relazionale possano diventare un supporto concreto e strutturato nella presa in carico delle persone con disabilità complesse.
Il progetto si inserisce nell’impegno dell’Azienda e del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), diretto dal Commissario straordinario per la procedura di riconoscimento IRCCS dell’AOU AL Antonio Maconi, nel promuovere modelli di cura sempre più attenti non solo agli aspetti clinici, ma anche a quelli psicologici e sociali, contribuendo a costruire percorsi di assistenza più completi e centrati sulla persona anche in prospettiva di un Ospedale sempre più Medical Humanities oriented.