Cronaca - Alessandria - Provincia di Alessandria

Sanità pubblica e tutela del lavoro negli appalti. Ad Alessandria la Cgil lancia la raccolta firme

ALESSANDRIA – La pioggia sposta ma non ferma la Cgil di Alessandria. Inizialmente prevista in piazza Don Soria, “l’assemblea delle assemblee” si è infatti trasferita al Teatro Ambra a causa del maltempo, mantenendo però intatto il suo obiettivo: riportare al centro del dibattito pubblico la difesa della sanità e i diritti nel mondo del lavoro.

All’incontro hanno partecipato delegati di tutte le categorie della Cgil provinciale, insieme a cittadini e operatori sanitari. Presenti all’avvio dei lavoro anche il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, il deputato del Partito Democratico, l’onorevole Federico Fornaro, e il consigliere del Pd e vicepresidente del Consiglio Regionale, Domenico Ravetti. Dal Teatro Ambra è partita anche la raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare, promosse insieme a un ampio fronte di associazioni e realtà della società civile, una dedicata alla sanità pubblica e l’altra al sistema degli appalti.

“Questa è l’iniziativa principe di tutta una serie di iniziative che noi abbiamo fatto sul territorio”, ha spiegato il segretario provinciale della Cgil di Alessandria, Mirko Oliaro. “Abbiamo deciso di andare nei centri zona perché ogni territorio ha delle sue specificità, soprattutto su un tema così importante come quello della sanità”.

La Camera del Lavoro di Alessandria ha evidenziato le principali criticità del sistema sanitario regionale: liste d’attesa molto lunghe per visite ed esami specialistici, carenza di oltre 15 mila professionisti della salute e più di 9 mila persone in attesa di convenzione per le rette nelle Rsa. Secondo Oliaro, il confronto pubblico è fondamentale per creare un dialogo tra chi lavora nel sistema sanitario e chi ne usufruisce quotidianamente. “Spesso assistiamo anche a episodi di violenza nei pronto soccorso, perché le persone sono frustrate dalle liste d’attesa troppo lunghe e dai tempi di accoglienza esasperanti. Dall’altra parte ci sono infermieri e medici sottodimensionati negli organici, costretti a turni massacranti anche dal punto di vista psicologico“.

Per il sindacato, i problemi della sanità nascono da carenze strutturali e dalla mancanza di investimenti. “Le difficoltà derivano dal piano socio-sanitario regionale e dai fondi nazionali sempre più ridotti, che non consentono alle Regioni di assumere personale e garantire un servizio pubblico efficiente e accessibile a tutti”, ha aggiunto Oliaro.

La risposta deve quindi essere un piano straordinario di assunzioni,  la riduzione dei tempi di attesa e interventi per garantire continuità di cure e assistenza ai soggetti più fragili e non autosufficienti. Diversamente, il rischio è di una progressiva deriva verso un sistema sanitario sempre più orientato al profitto, a discapito dell’accesso universale alle cure.

Accanto al tema della sanità, la Cgil punta l’attenzione anche sugli appalti e sul lavoro precario. “Abbiamo un problema di lavoro povero e lavoro precario”, ha sottolineato il segretario alessandrino, spiegando che le due battaglie sono strettamente collegate alla tutela dei diritti sociali.

Concetti ribaditi anche da Lorenzo Boffa, segretario organizzativo della Cgil Piemonte. La mobilitazione, infatti, culminerà il 23 maggio a Torino con una manifestazione regionale.Chiediamo alla Regione un maggiore interesse e un maggior impegno rispetto ai temi della sanità”, ha dichiarato Boffa. “L’idea delle leggi di iniziativa popolare e della manifestazione è che i diritti si conquistano con norme giuste, diverse da quelle che oggi stanno togliendo alle persone la possibilità di curarsi e di lavorare in modo dignitoso“. La Cgil, ha concluso Boffa, vuole affiancare alla protesta anche proposte concrete: “Scendiamo in piazza per chiedere alla politica di assumersi le proprie responsabilità e cambiare quei pezzi di Paese che in questo momento non garantiscono i diritti dei cittadini”.

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