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ALESSANDRIA – Sarà reintegrata al lavoro e risarcita l’operatrice socio sanitaria della cooperativa Villa Primule Gestione Srl, impiegata nella casa di riposo Orchidea di Alessandria. La donna era stata licenziata perché, secondo la cooperativa, era stato superato il limite di 120 giorni di malattia.

Il licenziamento era stato impugnato dall’avvocato Stefano Ena che, dopo il rifiuto della società a revocarlo, aveva proceduto con ricorso avanti al Giudice del Lavoro di Alessandria. La tesi dello studio legale associato Ena Gallina Lasagna Lunati di Alessandria era che il calcolo fosse errato perché il nuovo contratto era stato sottoscritto dall’aprile 2017 e non risultava corretto quindi conteggiare anche le assenze precedenti. Inoltre il contratto che era stato applicato alla lavoratrice non era sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, le sigle maggiormente rappresentative, e prevedeva un periodo massimo di malattia ben inferiore a tutti i contratti stipulati in Italia e addirittura più breve del periodo indennizzato dalla stessa Inps, “con possibili profili di incostituzionalità” sottolinea Uil Alessandria.

E’ importante sottolineare come Villa Primule Gestione S.r.l. sia l’unica azienda in provincia di Alessandria ad applicare il nuovo contratto Anaste firmato da sindacati autonomi”.

Dopo la notifica del ricorso, ha sottolineato Uil Alessandria, la cooperativa ha deciso di raggiungere un accordo accettando integralmente le richieste formulate con il ricorso giudiziario, procedendo al reintegro della lavoratrice e al risarcimento integrale della stessa.

“Siamo molto soddisfatti per il risultato ottenuto che riporta regolamentazione e ci aiuta ad accendere un faro sui contratti definiti “pirata” che vengono applicati troppo spesso ai lavoratori. Questi non tutelano il personale, ma al contrario li privano dei diritti normativi ed economici” ha detto Giancarlo Moduzzi, responsabile Terzo Settore Uil Fpl Alessandria “è importante condividere quanto accaduto per mettere in allerta altri lavoratori e lavoratrici che si trovino in questa situazione a chiedere il nostro aiuto per far valere i loro diritti. Ringraziamo lo studio legale che ci ha seguito con il risultato ottenuto del reintegro della lavoratrice e quindi la salvaguardia del posto di lavoro.”