Polizia Marijuana Balzola

CASALE MONFERRATO – Quando i poliziotti del Commissariato di Casale e gli uomini della Squadra Mobile di Alessandria sono entrati nella cascina in località Casa sparse, a Balzola, hanno pensato di essere finiti “in una puntata di Narcos”.

Nei tre piani del cascinale crescevano 1.974 piante di marijuana, tenute al caldo da 120 lampade allacciate abusivamente alla rete dell’Enel. Per creare il clima ideale era stata realizzata una linea che consumava illecitamente almeno 500 euro al giorno di corrente.  In quel cascinale trasformato in una fortezza, dove persino le finestre erano state murate, c’erano anche quattro vasche da 1000 litri ciascuna che in automatico irrigavano le piante, presumibilmente prendendo l’acqua da un vicino fiume.

Responsabile di quella che per la Polizia è probabilmente la più grande coltivazione “indoor” mai scoperta finora in Italia è risultato un cittadino albanese di 25 anni domiciliato ad Alessandria. Proprio seguendo l’uomo, questa estate, la Polizia ha scoperto il cascinale ben nascosto tra i campi intorno a Balzola. È stata una segnalazione a mettere gli uomini del Commissariato di Casale e della Mobile alle calcagna del cittadino albanese. I particolari acquisti dell’uomo, centinaia di vasi e di lampade, hanno poi rafforzato la pista della Polizia. Bloccare l’uomo nel cascinale, però, non è stato facile.

La struttura era stata resa praticamente inaccessibile dall’esterno. Il 4 dicembre, però, è arrivata l’occasione attesa durante i lunghi appostamenti andati avanti per settimane. I poliziotti hanno visto finalmente arrivare nel cascinale l’uomo a bordo di una Punto nera. Anche il cittadino albanese, però, si è accorto di non essere solo e si è rapidamente allontanato. La sua fuga non è durata molto. Rintracciato ad Alessandria a casa di un connazionale, che al momento sembra essere estraneo all’illecita coltivazione di marijuana, il cittadino albanese di 25 anni è stato ammanettato.

La Polizia, entrata finalmente nella “fortezza della marijuana” ha così sequestrato al primo e al secondo piano 953 piante che avevano già raggiunto il metro di altezza, ulteriori 871 piante alte circa 30 centimetri e, saliti ancora per le scale, 150 vasi dove cominciava a germogliare altra marijuana. Piante che avrebbero generato 400 kg di prodotto che, rinvenuto al dettaglio, avrebbe fruttato 3,2 milioni di euro.

Arrestato il cittadino albanese, la Polizia, coordinata dal Procuratore Capo di Vercelli Pier Luigi Pianta, prosegue ora le indagini per individuare eventuali complici dell’albanese. Per la Polizia è difficile pensare che da solo l’uomo sia riuscito a blindare il cascinale, realizzare l’impianto elettrico abusivo, il sistema di irrigazione praticamente professionale e anche a seguire “giorno e notte” la crescita delle preziose piante.

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