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CASALE MONFERRATO – Si è spesso parlato, anche di recente, della difficile situazione in cui versa, ormai da tempo, la stazione ferroviaria di Casale Monferrato. Un luogo, questo, che potrebbe divenire, insieme ai giardini pubblici che lo circondano e a viale Bistolfi, un punto nevralgico per la vita cittadina. Quasi un portale di accesso a quest’ultima, più di quanto lo sia già adesso.

Numerose le difficoltà, in termini di percorrenza, lamentate da diversi cittadini. Non sempre i collegamenti tra la città Capitale del Monferrato e altri luoghi risultano rapidi ed efficaci: un vero disagio sia per i lavoratori pendolari e gli studenti, sia per i potenziali turisti che, scoraggiati dalle difficoltà, prediligono, talvolta, altre destinazioni più accessibili.

Di recente, sulla questione è intervenuto anche il consigliere Alessandro Abbate, tramite un post su Facebook, prendendo spunto dall’apertura di una nuova attività commerciale proprio lungo viale Bistolfi. Il consigliere comunale della lista civica Ritrovare Casale, ha espresso alcune considerazioni su questo luogo.

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È sempre una gioia l’avvento di una nuova attività in città. Specie se questa attività prende forma e sboccia durante uno dei periodi peggiori della storia repubblicana, in termini di incertezza economica e lavorativa, ossia il periodo del Covid-19“, afferma Abbate. “Una manna dal cielo – e sottolineo dal cielo – e non dalla politica che, invece di creare, negli anni ha distrutto e tuttora continua la propria avanzata, portandosi dietro una moria di negozi e attività, che invece di ricevere sostegno, crollano sotto i colpi di una lontananza sempre più pesante da Roma e dalle istituzioni locali“, precisa il consigliere casalese.

Ancora più bello è stato l’avvento di un’attività che va a completare, anche se non del tutto, la rinascita di un quartiere, come nel caso dell’Atelier della pizza che ha aperto i battenti in viale Bistolfi, a Casale Monferrato. Si tratta, probabilmente, di uno degli scorci più belli e importanti, al tempo che fu, della Capitale del Monferrato, nonché l’accesso alla città per tutti coloro che provengono dalla stazione“.

Abbate sottolinea, inoltre, come quest’ultima risulti, dopo anni, “ormai ridotta all’osso, da politiche aziendali e statali che hanno deciso di tagliare le gambe alle realtà più piccole, lasciandole isolate da tutto e da tutti“. In tal senso, uno sguardo al passato sarebbe utile per iniziare a muovere i primi passi verso un futuro più radioso per il quartiere, sostenuto ora dal coraggio che muove piccoli imprenditori a investire i propri capitali e a creare posti di lavoro: “Non molto tempo fa, viale Bistolfi, grazie ai maestosi giardini e ai trasporti pubblici, era frequentata da molte persone che, in poco tempo, potevano raggiungere il centro storico e vivere la città. Oggi non c’è più nulla. Solamente il coraggio di piccoli imprenditori che non si sono dati per vinti e hanno scelto di investire proprio in questa via, anche per provare a rilanciare la cultura del parco“.

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Le potenzialità e la bellezza del luogo potrebbero esser oggetto di un’opera di riqualificazione. Si potrebbero esaminare, a tal proposito, altre realtà geografiche, così da capire come altrove problemi di tale portata siano stati affrontati e quali soluzioni siano state individuate: “Abbiamo dei giardini meravigliosi che vengono gestiti in maniera ordinaria e nulla più, quando invece altrove, di questi tempi, un parco del genere sarebbe sicuramente visto come una risorsa da valorizzare“.

Ecco che, infine, il consigliere Abbate descrive i suoi progetti e speranze per una via che potrebbe essere uno dei tanti fiori all’occhiello di Casale Monferrato: “Sogno case sull’albero e attività all’interno dei giardini, nei periodi più belli dell’anno, come palestre all’aria aperta e corsi di fitness. Senza contare che, portare i ragazzi a fare lezione all’aria aperta, per una scuola da riformare come quella attuale, non sarebbe certo una brutta iniziativa. Nell’attesa utopistica di rivedere un giorno quei treni, che porterebbero ossigeno alla città, come consigliere comunale, ma prima di tutto come abitante di viale Bistolfi e ammiratore dei giardini, ho il dovere morale di studiare e immaginare progetti futuristici per il mio quartiere e per la città. Come cittadino, invece, desidero congratularmi con gli artefici di questa lenta rinascita del viale: i piccoli imprenditori“.

Sogno o realtà? Le idee, certamente positive e tutte espresse per rivitalizzare e valorizzare un’area di rilevante importanza per quanto riguarda il tessuto urbano, servirebbero per riscattare l’intero quartiere, offrendogli una seconda chance. Puntare sulla sostenibilità si rivelerebbe una chiave di svolta per accrescere ulteriormente il fascino di Casale Monferrato.