Rapine in villa: estradato quinto uomo della banda “dagli occhi di ghiaccio”

CASALE MONFERRATO – È stato estradato e portato nel carcere di Rebibbia il quinto componente della banda di cittadini albanesi responsabile della rapina a mano armata messa a segno a fine 2018 nell’abitazione di un imprenditore vitivinicolo di Cella Monte e di due rapine a mano armata consumate e quattro tentate tra giugno 2018 e maggio 2019.

Dopo essere sfuggito alla cattura nell’ambito dell’articolata indagine dei Carabinieri della Compagnia di Casale Monferrato rinominata “Ice Eyes” che aveva portato all’arresto degli altri componenti del gruppo criminale, il cittadino albanese di 22 anni a gennaio di quest’anno era stato rintracciato e arrestato in Albania. Estradato dopo la richiesta della Procura della Repubblica di Vercelli, l’uomo martedì sera è atterrato in Italia e ora sconterà la sua pena per rapina e tentata rapina in concorso.

Tutti i membri della banda scontano pesanti pene detentive. Sono in carcere già maggio 2019 i  quattro componenti della banda arrestati per associazione a delinquere finalizzata alle rapine a mano armata in abitazioni, lesioni personali aggravate in concorso, detenzione e porto illegale di armi e oggetti atti a offendere in concorso.

Come ricostruito nell’ambito della complessa indagine dei Carabinieri, la banda agiva in tutto il Nord Italia spostandosi su auto di grossa cilindrata e pianificava i colpi nel dettaglio. Il gruppo criminale agiva sempre con il volto coperto e si dimostrava molto aggressiva e fredda. Di solito faceva irruzione appena le vittime uscivano di casa e, sotto la minaccia delle armi, le costringeva a rientrare all’interno delle abitazioni e a consegnare denaro e preziosi.

Circa trenta militari avevano preso parte alla cattura dei primi componenti della banda, fermati fra Legnano e le zone limitrofe di Casale Monferrato. Dopo l’arresto, tre erano stato portati in carcere a Vercelli e un quarto uomo, che si trovava a Legnano, nel carcere di Busto Arsizio. Il quinto componente era invece riuscito a nascondersi in Albania. Rintracciato dalla polizia albanese dopo un anno di latitanza, grazie alla collaborazione tra il Servizio per la Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale della Polizia Criminale e il corrispondente organo albanese, anche il 22enne albanese ora sconterà la sua pena.