Autore Redazione
domenica
28 Novembre 2021
05:00
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Cronaca - Alessandria

Crescono i numeri della ricerca all’Ospedale di Alessandria

Crescono i numeri della ricerca all’Ospedale di Alessandria

 ALESSANDRIA – 211 pubblicazioni scientifiche indicizzate, 316 studi clinici attivati, 7.890 pazienti arruolati, 58 collaborazioni scientifiche, 112 persone impegnate nella ricerca, 136 eventi formativi dedicati e 1,5 milioni di euro raccolti.

È sintetizzato in questi numeri il lavoro portato avanti nel 2020 dall’Azienda Ospedaliera di Alessandria sul fronte della ricerca. I dati illustrati durante la XV Giornata Scientifica riassumono l’impegno quotidiano dei professionisti dell’Ospedale di Alessandria e raccontano anche la sempre più stretta collaborazione con l’Asl Al e l’Università del Piemonte Orientale per arrivare al riconoscimento a Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per le Patologie Ambientali e il Mesotelioma.

“Se si sta facendo un percorso verso l’IRCCS è grazie al coordinamento del DAIRI (Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione), all’impegno di tutti i professionisti e alle sinergie che si sono costruite in questi anni” ha sottolineato il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, Luciano Bernini.

“Fondamentale”, come ha evidenziato Antonio Maconi, Direttore del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, è stata “in primis” la sinergia con l’ASL AL “che ha permesso di aprire anche una sede del Dipartimento a Casale”, e poi quella “su diversi livelli” con l’Università del Piemonte Orientale: “Dai ricercatori Invernizzi e Marchese che hanno arricchito le nostre attività, all’ingresso in corsia degli studenti di Medicina e al termine della prima edizione del Master in Data Management, fino ad arrivare al secondo reparto a direzione universitaria con il Prof. Castello e l’integrazione dei laboratori di ricerca. A tutto questo si aggiungono le collaborazioni con reti nazionali, enti e istituti di ricerca ormai divenuti nostri stakeholder, come ARPA, Mario Negri e Ramazzini, e la scommessa vinta della ricerca infermieristica”.

Anche il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale, ha spiegato il Direttore, Leonardo Marchese, ha raggiunto “grandi risultati”: “Dalla possibilità di applicare la scienza direttamente alla salute umana, all’attivazione di nuovi corsi fino alla crescita delle iscrizioni. In particolare, ricordo il Master in Data Management e Coordinamento delle Sperimentazioni Cliniche appena terminato che ci ha permesso di formare professionisti nell’ambito della ricerca che per il 95% hanno subito trovato lavoro”.

I risultati scientifici raggiunti nel 2020 e illustrati durante la Giornata Scientifica rendono l’Ospedale di Alessandriaun soggetto produttore di ricerca al pari della media degli IRCCS italiani e confermano l’impegno sul fronte della cura e l’attenzione alla qualità della vita dei pazienti.

Sono state ad esempio le 53 pubblicazioni scientifiche e 29 progetti di ricerca/studi clinici attivati nel primo triennio di attività del Centro Bosio, specializzato nella cura delle malattie del bambino che coinvolgono l’apparato gastrointestinale. Eccellenze per la cura dei più piccoli sono poi il Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Pediatrica, la Chirurgia Colorettale, l’Ambulatorio di Labiopalatoschisi e il Centro NAD, nonché l’Ambulatorio dedicato a bambini con grave disabilità neuromotoria e il percorso interdipartimentale per la gestione del campione biologico del paziente con dismotilità intestinale.

Numerose sono state anche le attività di ricerca del presidio Riabilitativo, ora anche sede del Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università del Piemonte Orientale. In questo campo l’approccio traslazionale ha permesso di migliorare la qualità di vita delle pazienti con carcinoma mammario, riducendo problemi a livello osseo e dolore cronico. Per quanto riguarda la riabilitazione respiratoria sono stati portati avanti, e proseguono, progetti sul Long Covid, uno studio pilota sul trattamento riabilitativo respiratorio e motorio in pazienti affetti da Mesotelioma pleurico, progetti per l’applicazione della robotica alla Neuroriabilitazione e attività di ricerca sulle lesioni da decubito in pazienti post-Covid-19.

Si è creata una vera rete internazionale, poi, per sostenere la ricerca infermieristica. Collaborare con altri Paesi permette di raccogliere e confrontare dati e “migliorarsi” e grazie alla rete interna dell’Azienda Ospedaliera, che vede 11 referenti per i dipartimenti e 67 per le unità operative, sono stati implementati 42 studi nati dall’analisi critica della quotidianità.

 

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