Cosa è la peste suina africana che ha causato la morte di un cinghiale nell’Ovadese

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – In provincia di Alessandria sono arrivati i primi casi di peste suina africana. Si tratta di una malattia virale che colpisce suini e cinghiali nonché altamente contagiosa e spesso letale per gli animali. La buona notizia è che la Psa non è assolutamente trasmissibile agli esseri umani. Solitamente, come sottolinea il sito del ministero della salute, queste epidemie hanno pesanti ripercussioni economiche nei Paesi colpiti poiché portano soventemente all’abbattimento degli animali.

Nel 2014 è esplosa un’epidemia di PSA in alcuni Paesi dell’Est dell’Unione Europea. Da allora la malattia si è diffusa in altri Stati Membri, tra cui Belgio e Germania. In ambito internazionale è presente in Cina, India, Filippine e in diverse aree del Sud-Est asiatico. Colpita anche l’Oceania (Papua Nuova Guinea). In Italia, sino a non molto tempo fa la malattia era presente soltanto in Sardegna, dove negli ultimi anni però si è registrato un costante e netto miglioramento della situazione epidemiologica.

Secondo i dati del Ministero si è evidenziato che “chiunque provenga da aree in cui la malattia è presente può rappresentare un veicolo inconsapevole di trasmissione del virus agli animali. Informarsi sui canali ufficiali sulla diffusione della malattia“. Sempre sul portale si sottolinea che “dal 2020 l’Italia ha elaborato un piano di Sorveglianza nazionale, che contempla anche una parte dedicata alla sola Sardegna relativamente alle misure volte al raggiungimento dell’eradicazione. Il Piano è presentato annualmente alla Commissione Europea per l’approvazione e il cofinanziamento“. Ecco le indicazioni che si trovano sul portale del Ministero:

Indicazioni per tutti

  • Non portare in Italia, dalle zone infette comunitarie, prodotti a base di carne suina o di cinghiale, quali, ad esempio, carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, che non siano etichettati con bollo sanitario ovale;
  • Smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e chiusi e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici o ai cinghiali;
  • Non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali;
  • Informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di una carcassa di cinghiale.

Indicazioni per i cacciatori

  • Pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l’area di caccia; eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate; evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato.

Indicazioni per gli allevatori

  • Rispettare le norme di biosicurezza, in particolare il cambio di abbigliamento e calzature quando si entra o si lascia l’allevamento e scongiurare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti; notificare tempestivamente ai servizi veterinari sintomi riferibili alla PSA e episodi di mortalità anomala.

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