Medico all’Ospedale di Novi anche se sospeso, Asl: “Toccava alla cooperativa verificarlo. Valutiamo azioni legali”

NOVI LIGURE – “Spettava alla cooperativa Amaltea verificare la regolarità dei titoli della professionista”. Ai microfoni di Radio Gold l’Azienda Sanitaria Locale di Alessandria è intervenuta rispetto al caso del medico del Pronto Soccorso di Novi Ligure, in servizio nonostante risultasse sospeso dalla professione.

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“Asl ha agito in conformità di tutti i sensi di legge” è stato rimarcato dai vertici dell’Azienda ai nostri microfoni “con una condotta lineare. Come da capitolato i soggetti che partecipano a una gara devono garantire professionisti laureati, con la specializzazione, l’iscrizione all’albo e con esperienza in enti pubblici. Questo prevede la procedura di gara. La verifica rispetto ai requisiti, come detto, spetta alla Cooperativa”. La notizia del procedimento di sospensione a carico di una dottoressa al lavoro al Pronto Soccorso di Novi è emersa, come ha riferito Asl, a metà della scorsa settimana:A quel punto è stata immediatamente sostituita”. 

Come è stato comunicato alla redazione di Radio Gold, Asl ad oggi non conosce le motivazioni che hanno comportato la sospensione dalla professione della dottoressa: “Sul sito non viene specificato” ha sottolineato la dirigenza “In questo momento non conosciamo da quanto tempo quel medico lavorava al Pronto Soccorso di Novi, da quanto tempo era in corso il procedimento di sospensione e se, eventualmente, aveva lavorato anche in altre strutture della provincia. Stiamo inoltre valutando la possibilità di porre in essere azioni legali nei confronti della cooperativa. Rispetto a questa eventualità stiamo facendo tutti gli opportuni ragionamenti”. 

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Già da questa mattina le amministrazioni comunali di Novi e Acqui si sono subito attivate con Asl per avere i dovuti chiarimenti rispetto alla vicenda. In particolare la dottoressa era già stata inserita in alcuni turni di lavoro al Pronto Soccorso dell’Ospedale Monsignor Galliano della città termale ma tutto è stato bloccato dopo quanto scoperto: “Sono contento che la vicenda sia emersa e che si sia agito di conseguenza” ha precisato a Radio Gold il sindaco di Acqui Danilo Rapetti “purtroppo occorre risolvere la questione in modo strutturale. I concorsi vanno deserti perché i medici non sono pagati abbastanza e, di conseguenza, le Aziende Sanitarie devono giocoforza appoggiarsi a queste cooperative (coi cosiddetti professionisti “a gettone”, ndr). Serve una norma regionale per incentivare dal punto di vista economico i medici. Occorrono maggiori investimenti nella sanità pubblica”.