Autore Redazione
martedì
21 Aprile 2026
15:36
Condividi
Cronaca - Piemonte

Femminicidi in Piemonte, l’assessore Chiarelli: “Il silenzio non è un’opzione ma non basta indignarsi”

Femminicidi in Piemonte, l’assessore Chiarelli: “Il silenzio non è un’opzione ma non basta indignarsi”

PIEMONTE – Di fronte al femminicidio di Loredana Ferrara commesso a Vignale Monferrato,  in provincia di Alessandria, e quello di Zoe Trinchero a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, il silenzio “non è una opzione. Ma, come sottolinea Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte, non basta nemmeno indignarsi.

La violenza contro le donne non nasce all’improvviso“, evidenzia Chiarelli. È un fenomeno che cresce nel tempo, spesso lontano dai riflettori e, in molti casi, senza denunce formali. Proprio per questo, il contrasto non può limitarsi alla repressione: “Come istituzioni abbiamo il dovere di costruire una rete più forte tra servizi, territorio e comunità, capace di intercettare i segnali prima che sia troppo tardi. E questo vale anche per le politiche giovanili e per la sicurezza: dove non ci sono presidi, relazioni e responsabilità, cresce il rischio. E riguarda da vicino anche Novara: episodi recenti tra i più giovani dimostrano che il tema della violenza e del rispetto non può più essere affrontato solo in chiave emergenziale”.

La sicurezza – aggiunge l’assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte – si costruisce prima, con presenza visibile, relazioni e responsabilità, ampliando punti di ascolto e i corsi pratici per operatori, allenatori sportivi, educatori, personale scolastico, ovverosia punti di riferimento locali, soprattutto in quartieri sensibili, nelle aree frequentate dai giovani e nelle zone critiche (tipo stazioni ecc.)“.

In Piemonte, ricorda Chiarelli, questa responsabilità si traduce in una rete composta da 23 centri antiviolenza, 80 sportelli e 13 case rifugio, che ogni giorno accolgono, proteggono e accompagnano le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. “Lo scorso anno le donne aiutate in Piemonte sono state oltre 4mila ma vogliamo fare di più. Promozione di attività formative per gli operatori della rete antiviolenza e delle Forze dell’Ordine, unitamente ad un raccordo più efficace tra le componenti coinvolte, sono gli obiettivi del protocollo d’intesa per prevenire e contrastare la violenza contro le donne siglato a marzo 2025 tra Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino, le Amministrazioni provinciali, le Prefetture, la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, le Università e il Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte Orientale. Abbiamo rafforzato gli interventi sul territorio, ampliando i punti di accesso e sostenendo progetti di reinserimento lavorativo, perché l’autonomia economica è spesso la prima vera forma di libertà. Allo stesso tempo continuiamo ad investire sulla prevenzione, a partire dalle scuole, con percorsi educativi che parlano ai più giovani di rispetto, relazioni e responsabilità. Nello stesso alveo opera il fondo di solidarietà istituito dalla Regione rivolto alle donne vittime di violenza, utilizzato per coprire le spese di assistenza legale sia in ambito penale che in ambito civile. Perché contrastare la violenza significa agire prima che accada. E significa farlo insieme, come comunità“.

 

Per approfondire:
Condividi