Autore Redazione
sabato
9 Maggio 2026
05:30
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Cronaca - Piemonte - Provincia di Alessandria

Essere madri in Piemonte: il welfare regge ma pesa la precarietà

Essere madri in Piemonte: il welfare regge ma pesa la precarietà

PIEMONTE – In Italia essere madre continua a significare vivere condizioni profondamente diverse a seconda del territorio in cui si risiede. È quanto emerge dal nuovo Mothers’ Index 2025 elaborato da Save the Children Italia in collaborazione con ISTAT, all’interno del dossier Le Equilibriste 2026, che misura il benessere delle madri nelle regioni italiane attraverso sette grandi aree: demografia, lavoro, rappresentanza politica, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza.
Nel dossier, il Piemonte si conferma tra le regioni italiane con le condizioni più favorevoli per le madri, ma anche sul territorio emergono segnali di difficoltà legati soprattutto al lavoro e alla natalità.

Nel ranking generale il Piemonte occupa l’ottavo posto nazionale con un valore AMPI pari a 103,473, sopra la media italiana fissata a 101,460. A guidare la classifica nazionale è l’Emilia-Romagna con un indice di 110,115, mentre all’ultimo posto si trova la Sicilia con 91,930.

Ancora una volta emerge il forte divario territoriale tra Nord e Sud ma sul fronte del lavoro cresce la precarietà anche in Piemonte.
Il territorio piemontese registra un valore AMPI di 87,393 nel dominio dedicato all’occupazione femminile e alla conciliazione famiglia-lavoro, leggermente sotto la media nazionale. Il dossier evidenzia come nella regione sia aumentata la quota di donne occupate con contratti a termine da almeno cinque anni, fenomeno che coinvolge anche Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia. A livello nazionale cresce inoltre il numero di madri con figli tra 0 e 3 anni che lasciano il lavoro: le dimissioni passano da 4,77 a 6,78 ogni mille donne occupate. Un dato che conferma quanto sia ancora complesso conciliare maternità e occupazione.

Anche sul fronte demografico il Piemonte risente del calo delle nascite che interessa tutto il Paese. La regione ottiene un AMPI di 91,429, inferiore alla soglia base del 2022.
Il dominio “Demografia” prende in considerazione il numero medio di figli per donna.  Più positivo il quadro relativo alla salute materno-infantile, che considera il quoziente di mortalità infantile e la presenza di consultori sul territorio. Il Piemonte registra un indice di 103,094, superiore alla media nazionale. 
Il Piemonte ottiene risultati positivi anche nel dominio “Servizi”, con un valore di 114,623. L’indicatore valuta la presenza di servizi per l’infanzia, tempo pieno nelle scuole primarie e accesso alle mense scolastiche.  A livello nazionale si osserva un miglioramento dei servizi dedicati ai bambini, ma restano profonde differenze territoriali. Campania, Calabria e Sicilia continuano ad avere una disponibilità molto limitata di servizi educativi pubblici per la fascia 0-2 anni mentre la regione migliore è l’Emilia-Romagna.

Il Piemonte è tra le regioni più virtuose per quanto riguarda la presenza delle donne nella vita politica locale. Raggiunge un valore di 134,054 nel dominio “Rappresentanza”, ben superiore alla media del Paese, dove la regione più virtuosa risulta l’Umbria, che guida la classifica nazionale chiusa da Basilicata e Molise.

Nel dominio dedicato alla soddisfazione soggettiva — che misura il livello di soddisfazione delle donne rispetto al lavoro e al tempo libero — il Piemonte si mantiene sopra la media italiana con un valore di 110,906. Più critico invece il dato relativo all’area “Violenza”, dove il Piemonte registra un valore di 97,280. L’indicatore non misura il numero di episodi di violenza sulle donne, ma la presenza sul territorio di centri antiviolenza e case rifugio disponibili per le donne vittime di violenza. Un dato che suggerisce la necessità di rafforzare ulteriormente i servizi territoriali di protezione e supporto per le donne vittime di violenza. In questo ambito il Friuli-Venezia Giulia è la regione più virtuosa d’Italia, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano. In fondo alla classifica si trovano invece la Provincia autonoma di Trento e la Basilicata.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un Piemonte che continua a offrire condizioni relativamente favorevoli alle madri rispetto alla media nazionale, soprattutto nei servizi, nella salute e nella rappresentanza femminile. Restano però aperte le grandi questioni della precarietà lavorativa, della conciliazione tra famiglia e occupazione e del calo demografico, problemi che continuano a pesare sulle famiglie italiane.

(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito unsplash)

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