Autore Redazione
martedì
18 Maggio 2021
10:45
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Cronaca - Alessandria

Gli album che hanno reso immortale il cantautore Franco Battiato

Gli album che hanno reso immortale il cantautore Franco Battiato

RADIOGOLD – Grande perdita per la musica italiana: Franco Battiato si è spento questa mattina, martedì 18 maggio 2021, lasciando un grande vuoto in tutti noi. Artista polivalente, oltre ad aver dato un grande contributo nel mondo della musica come cantautore e compositore, è riuscito a imporsi anche come pittore e regista.

Per celebrarlo al meglio ricordiamo alcuni dei suoi album migliori, ricordando però che la particolarità del suo personaggio era la sua abilità a destreggiarsi in diversi stili musicali. È spaziato nella musica pop, pubblicando infatti quello che è probabilmente uno dei suoi album più importanti, La voce del padrone, uscito nel 1981, con oltre un milione di copie vendute, definito dalla critica e dal pubblico una delle migliori composizioni della musica leggera italiana. L’anno successivo realizza L’arca di Noè, discostandosi però dalle tematiche che diedero tanto successo al suo album precedente, e utilizzandone di più oscure e pessimistiche. Con un altro binomio di pop e poesia, nel 1988 nasce Fisiognomica, in cui la sua vena maieutica si fonde col suo amore per la terra natale, la Sicilia.

Si è dedicato anche alla musica elettronica, scrivendo un altro dei suoi titoli più importanti quale L’era del glaciale bianco, pubblicato nel 1979, che rappresenta la nascita di una forma di pop completamente nuova per l’Italia. Sempre con toni elettronici esce nel 1983 “Orizzonti perduti”, che non ha riscosso lo stesso successo di molte altre sue composizioni, ma in realtà rappresenta l’album più intimo dell’artista, in cui mischia la critica alla società moderna con la nostalgia per la sua gioventù passata.

Con l’album Gommalacca del 1998, considerato uno dei pezzi più sperimentali dell’artista, entrerà anche nel mondo del rock progressivo, utilizzando vari tipi di sonorità come la techno. Con un sottofondo di rock un po’ più soft, realizza Caffè de la Paix, del 1993, che però si differenzia per il subentro di un nuovo genere, la musica etnica, e la manifestazione dei suoi interessi spirituali. La poliedricità di Battiato la ritroviamo anche nella musica classica, con l’album Come un cammello in una grondaia del 1991, composta da solo voce e orchestra, in una rielaborazione delle cantate dei più grandi compositori quali Beethoven, Wagner, Martin, e Brahms.

Negli ultimi anni si è riavvicinato al suo genere iniziale, realizzando nel 2004 Dieci stratagemmi, composto da (appunto) dieci tracce che spaziano tra i diversi modi di fare pop, come con l’elettronica e il rock. Particolarità di questa sua opera è la presenza anche di diverse lingue come l’inglese, il giapponese e il tedesco. Infine, pur non offrendo particolari novità, ci sembra opportuno citare Apriti sesamo, pubblicato nel 2012, in cui esprime, senza alcun velo di accoramento, la sua considerazione della morte: una dipartita verso altre dimensioni.

Photo by Mirta Fratnik on Unsplash

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