Autore Redazione
sabato
2 Aprile 2016
10:15
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Cronaca - Casale Monferrato

Movida indigesta: il Drop Café costretto a tacere dopo la mezzanotte ma c’è chi #noncista

Movida indigesta: il Drop Café costretto a tacere dopo la mezzanotte ma c’è chi #noncista

CASALE MONFERRATO – Sta facendo discutere a Casale la vicenda legata al locale Drop Café in piazza Santo Stefano. Il pub, proprio il primo aprile, è stato costretto a chiudere alle 24 in seguito a un’ordinanza del Comune dopo diverse proteste di alcuni cittadini della zona. In molti hanno pensato a un pesce d’aprile, come ha raccontato a Radio Gold il gestore Tommaso Coppo, ma in realtà il provvedimento era ed è reale. Sulla pagina facebook del locale il titolare, esasperato, ha commentato così: “finalmente qualcuno ci è riuscito! Purtroppo da ieri sera il Drop Cafe ha ricevuto l’ordinanza di limitare l’orario di esercizio alle ore 24:00 fino a nuova comunicazione. Lo staff del Drop Cafe a malincuore a mezzanotte dovrà salutarvi.

Dopo anni di scontri con il vicinato – ha raccontato Tommaso – per questioni legate alla musica e alle persone che si aggregano in piazza mi viene da dire che sono riusciti a ottenere quanto volevano: spingere il Comune a limitare il nostro orario, imponendo la chiusura entro le 24. Io venerdì, quando ho visto i vigili con la notifica, ho pensato a uno scherzo ma poi ho capito che non era così e quindi ieri ho dovuto chiudere tutto, mandare fuori la gente e iniziare le pulizie“.

Il rammarico di Tommaso è grande perché “si dice sempre che a Casale c’è poco e noi che abbiamo voglia di fare dobbiamo fermarci. Assurdo. Queste situazioni aggravano la situazione anche perché noi ci impegniamo al massimo e andiamo a sbattere contro muri di burocrazia, o dobbiamo fare i conti con i difficili rapporti di vicinato. Io non voglio fare una discoteca in centro a Casale ma per due giorni un po’ di rumore in più si può fare”.

Per ora il Drop Café però dovrà far tornare il silenzio a partire dalle 24 in attesa di novità: “adesso io ho parlato con alcune persone del Comune che mi hanno garantito che approfondiranno la situazione. Ho presentato delle misurazioni e devo avere delle risposte. L’Arpa verrà a controllare e l’ordinanza potrebbe anche essere ritirata. Intanto sto parlando con tanta gente e in molti sono arrabbiati per questa decisione che ci penalizza. Qui c’è gente che si sbatte e che si dà da fare e che forse andrebbe solo ascoltata. La gente non va più a cena alle 19 e si intrattiene almeno fino alla mezzanotte. Io faccio animazione, tengo accesa una parte della città e vengo penalizzato. Ora capisco perché molti vanno all’estero – è l’amara conclusione di Tommaso”.

Il sindaco, Titti Palazzetti, ha spiegato che l’ordinanza “prevede un tempo perché si possano mettere a posto. Loro dovevano fare delle insonorizzazioni all’interno del locale. Ci hanno detto che le avrebbero fatte e noi speriamo che le facciano. Siamo contenti che ci siano imprenditori che producano un reddito ma bisogna anche rispettare le regole. Se si rispettano possiamo convivere tutti pacificamente. La situazione quindi si può correggere. Loro sono in una bella posizione per i clienti ma brutta per il rimbombo che si produce in quella zona. Purtroppo poi le proteste arrivano come l’esposto dei cittadini, molto dettagliato, arrivato in Comune. Comunque auspichiamo che il locale venga adeguato e e che tutto torni nella normalità“.

Sui social l’argomento ha trovato però terreno fertile e sotto l’hashtag #iononcisto molti cittadini hanno manifestato solidarietà ai gestori del Drop Café. Il consigliere comunale d’opposizione, Federico Riboldi, si è fatto ritrarre con una mano sulla bocca (foto di seguito), evidentemente per contestare il silenzio forzato imposto al locale.

Fabrizio Laddago

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