Autore Redazione
mercoledì
13 Maggio 2026
10:25
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Cronaca - Alessandria - Provincia di Alessandria

Il Giro arriva nell’Alessandrino: tra strade bianche, gravel e turismo la provincia pedala verso il futuro

Il Giro arriva nell’Alessandrino: tra strade bianche, gravel e turismo la provincia pedala verso il futuro

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Il Giro d’Italia non è ancora arrivato, ma l’Alessandrino è già salito in sella. Il 21 maggio la corsa attraverserà Ovada per arrivare a Novi Ligure nella dodicesima tappa, mentre il giorno successivo, il 22 maggio, Alessandria ospiterà la partenza della tredicesima frazione, che toccherà anche Casale Monferrato. La provincia accoglie la carovana rosa con un calendario sempre più ricco di eventi, iniziative culturali e appuntamenti dedicati al ciclismo ma il passaggio del Giro rappresenta molto più di un evento sportivo: è l’occasione per raccontare un territorio che sulla bicicletta ha costruito negli anni una parte importante della propria identità culturale e turistica.

Nella sede della Camera di Commercio di Alessandria e Asti, martedì, le note de Il Giro del cantautore piemontese Giovanni Succi hanno accompagnato una riflessione condivisa: “Oggi, di qui, passa il Giro”, ma nell’Alessandrino si pedala da sempre, e ogni giorno. A sottolinearlo sono stati il presidente della Camera di Commercio Gian Paolo Coscia e Roberto Livraghi, direttore del Museo Alessandria Città delle Biciclette.

Il Giro è il momento più visibile, certo, ma chi lavora per promuovere il territorio guarda oltre i pochi giorni della corsa rosa. L’obiettivo è rendere il ciclismo sempre più un elemento stabile di attrazione turistica e culturale. Da qui è partito, dieci anni fa, il lavoro di Alexala, come ha ricordato il presidente Roberto Cava, insieme a Lara Bianchi dell’Agenzia Turistica.

Chi arriva in bicicletta, infatti, non cerca soltanto un itinerario. Cerca un’esperienza completa: una chiesa da visitare, una cantina dove degustare i vini del territorio, un borgo capace di raccontare una storia. All’inizio Alexala ha osservato e imparato da chi aveva già intrapreso questa strada: censire hotel bike friendly, creare reti di guide, raccogliere informazioni utili per chi viaggia pedalando. Poi, lentamente, è nata una vera infrastruttura culturale del ciclismo.

Perché non esiste un solo modo di vivere la bicicletta. C’è chi arriva con la propria bici caricata sull’auto e chi preferisce noleggiarla sul posto. C’è chi cerca l’asfalto perfetto e chi invece vuole perdersi sulle strade bianche. Così il territorio si è adattato, trovando nel gravel una delle sue vocazioni più riconoscibili.

Nel 2021 Alexala ha deciso di investire proprio su questa nuova idea di ciclismo: percorsi lunghi, sterrati, lenti, immersi nella parte più autentica della provincia. Oggi nell’Alessandrino sono  duemila i chilometri mappati, ma il dato più significativo non è la quantità. È il rapporto che questi percorsi riescono a creare con il territorio. Pedalare qui significa attraversare un paesaggio che non resta sullo sfondo, ma entra dentro il viaggio.

Tra coloro che hanno intuito la forza narrativa della bicicletta c’è anche Pietro Cordelli. Quattordici anni fa, insieme ad altri appassionati, immaginò di portare lo spirito dell’Eroica toscana sulle strade del Tortonese. Nacque così “La Mitica”, la ciclostorica dedicata a Fausto Coppi, al fratello Serse e ai campioni cresciuti in queste terre.

L’intuizione più forte fu trasformare la bicicletta d’epoca in una macchina del tempo. Chi partecipa alla Mitica non cerca soltanto una pedalata, ma un’atmosfera: strade silenziose, piazze rimaste immutate, ristori che profumano di salame e vino buono. Cerca luoghi come Volpedo, dove arte e paesaggio si intrecciano naturalmente. E il fatto che molti partecipanti tornino ogni anno – dall’Uruguay, da Londra, da tutta Europa – racconta meglio di qualsiasi statistica il valore di questa esperienza.

Il gravel parla sempre più una lingua internazionale. Lo dimostra il percorso di Monsterrando, evento ideato da Gianni Pederzoli e nato quando questa disciplina era ancora una nicchia. Organizzare una gara internazionale sulle strade bianche del Monferrato sembrava una scommessa. Invece, già dalla prima edizione, centinaia di partecipanti arrivarono da tutto il mondo. Dietro quei 150 chilometri di gara ci sono volontari, amministrazioni, forze dell’ordine e associazioni. C’è un territorio intero che collabora perché ha compreso che il ciclismo non è soltanto sport: è promozione, economia diffusa, identità.

E tra gli organizzatori resta anche un sogno: vedere un giorno il Giro d’Italia affrontare davvero queste strade bianche, trasformando l’Alessandrino in uno dei grandi palcoscenici internazionali del gravel. Un traguardo che potrebbe non essere irraggiungibile. Massimo Subbrero, team manager della Overall Tre Colli Cycling Team, vive il ciclismo “a 360 gradi”. Una passione capace di unire persone e territori che può far pedalare insieme Alessandria, Novi, Ovada, Tortona e tutto il resto della provincia. Il passaggio del Giro, in questo senso, è una spinta che va oltre l’evento sportivo: stimola idee, crea connessioni e può mettere in movimento il territorio anche quando la carovana rosa è già passata.
Intanto, l’Alessandrino pedala verso il Giro con una nuova serie di appuntamenti.
Si partirà lunedì 18 maggio con “Quando il Grigio incontra il Rosa”, pedalata cittadina con ritrovo alle 18 al Museo Borsalino e arrivo allo stadio Moccagatta, attraversando alcuni dei luoghi simbolo della città.
Il 19 maggio, alle 18 a Palazzo del Monferrato, verrà presentato il libro Alfonsina e la strada”, dedicato ad Alfonsina Strada, pioniera del ciclismo femminile e unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia maschile.
Martedì 20 maggio, sempre a Palazzo del Monferrato, spazio invece al ricordo di Michele Scarponi con la presentazione del volume “Michele Scarponi. Profondo come una salita”.

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