Autore Redazione
martedì
26 Aprile 2016
22:00
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Politica - Alessandria

La Cia si mobilita contro i ritardi nei pagamenti delle quote Pac

La Cia si mobilita contro i ritardi nei pagamenti delle quote Pac

ALESSANDRIA – Anche la Cia di Alessandria è pronta a mobilitarsi per sbloccare i pagamenti delle quote Pac, Politica Agricola Comune. Proprio alla fine di questo mese scadrà il termine per chiedere i contributi per l’anno 2016 ma ancora oggi, ha denunciato la Confederazione italiana agricoltori, molti imprenditori dell’alessandrino attendono i finanziamenti del 2015. “I contributi attesi sono finanziamenti che spettano di legge senza i quali una parte consistente delle nostre imprese è veramente a rischio – ha commentato il presidente provinciale Cia Alessandria Gian Piero Ameglio –  Questo ritardo accresce una situazione problematica ancora più ampia, andando a sommarsi con un momento storico di forte crisi dei prezzi delle produzioni. Ma è intollerabile che gli agricoltori debbano pagare le inefficienze di un sistema burocratico che non rispetta le tempistiche assegnate e che non comunica alcuna notizia”.

Continua ad aggravarsi il problema della burocrazia – ha aggiunto Germano Patrucco, vicedirettore provinciale Cia Alessandria – nonostante le promesse del ministro Martina dello scorso anno riguardo alla garanzia di un’agricoltura 2.0 che avrebbe semplificato le procedure di presentazione delle domande, il sistema si sta ulteriormente complicando e crea seri problemi anche al sistema dei CAA (Centri di Assistenza Agricola) che garantiscono la correttezza delle domande presentate. Gli agricoltori, ormai, passano il loro tempo negli uffici a sbrigare pratiche anziché dedicarlo al lavoro nei campi. Infine, ricordiamo anche che non sono ancora aperti i bandi delle Misure 10 del PSR (pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali), che scadono il prossimo 15 maggio“.

Determinata a sbloccare la situazione, la Cia di Alessandria il prossimo 5 maggio raggiugerà Bologna per protestare contro questi ritardi.

I problemi che il ritardo comporta sono legati alla liquidità delle aziende, con cui si pagano operazioni ordinarie delle attività e i fornitori. I pagamenti diretti previsti dall’Unione Europea contribuiscono a garantire la permanenza dell’agricoltura nell’insieme dell’UE, assicurando agli agricoltori un minimo di stabilità a livello di reddito. Permettono quindi alle aziende agricole di proseguire l’attività a lungo termine e le proteggono dalle fluttuazioni dei prezzi. I pagamenti diretti rappresentano in media il 30% del reddito agricolo a livello dell’UE; gli agricoltori ricevono i pagamenti soltanto se rispettano norme rigorose in materia di ambiente, sicurezza alimentare, requisiti fitosanitari e salute e benessere degli animali e, in generale, mantengono i loro terreni in buone condizioni produttive. Si tratta della cosiddetta “condizionalità”.

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