Autore Redazione
martedì
19 Luglio 2016
22:00
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Politica - Alessandria

Profughi: il Comune di Alessandria lancia il “modello” del protocollo d’intesa con gli enti gestori  

Profughi: il Comune di Alessandria lancia il “modello” del protocollo d’intesa con gli enti gestori  

ALESSANDRIA – Per ora sulla scrivania del sindaco di Alessandria e presidente della Provincia, Rita Rossa, non è ancora arrivata la risposta del Ministro Angelino Alfano alla lettera inviata qualche giorno fa sui problemi legati alla gestione dell’emergenza profughi. In questi giorni il Ministro dell’Interno ha del resto da fare, impegnato a definire proprio i primi punti del piano per affrontare l’emergenza immigrazione e rispondere così anche alle proteste sollevate da numerosi altri colleghi del sindaco Rossa. Il piano, ha spiegato il primo cittadino di Alessandria durante la diretta di “Omnibus” su La7 rappresenta “un primo passo” ma ancora non affronta il “nodo” della questione: il coinvolgimento diretto dei sindaci. Chi amministra una città e raccoglie quotidianamente il malcontento dei cittadini, ha rimarcato Rita Rossa a Radio Gold, deve poter dire “la sua” rispetto alla collocazione di profughi e richiedenti asilo e avere strumenti di controllo. “Capisco che il governo ragioni di massimi sistemi ma noi sindaci dobbiamo ragionare sull’oggi”. Strumenti normativi in questo senso per ora non ci sono ma il Comune di Alessandria, ha anticipato il sindaco, proverà comunque a muoversi in questa direzione con un protocollo d’intesa per regolare i rapporti con gli enti gestori dei servizi di accoglienza per i profughi, almeno entro i confini comunali.Proporremo di firmare un registro e fornire statuto e caratteristiche dell’ente o dell’associazione. Il Comune a quel punto si attiverà con la Camera di Commercio per le verifiche e poi per effettuare controlli così da evitare anche collocazioni in zone dove l’inserimento potrebbe creare tensioni”. Il protocollo, che verrà ufficialmente presentato giovedì a Palazzo Rosso, sarà su “base volontaria, ossia dovranno essere gli stessi enti gestori a scegliere di aderire. “Senza una norma ovviamente non possiamo obbligare nessuno. Il protocollo non è riconosciuto neppure dalla Prefettura ed è chiaro che c’è il rischio che aderiscano solo quegli enti gestori del territorio che già dialogano con il Comune e con i quali ci confrontiamo per risolvere le criticità che via via emergono”.  Per ora, ha precisato Rita Rossa, questa è però l’unica possibilità. “La speranza è che questo protocollo entri come modello anche nella gestione dei rapporti tra enti gestori e Prefettura e la firma di questa intesa con il Comune che ospita profughi o richiedenti asili diventi un obbligo per partecipare ai bandi”. Bandi, ha aggiunto Rita Rossa, che andrebbero a loro volta rivisti dal Governo perché il criterio del “massimo ribasso” rischia di alimentare le speculazioni. “Se la base è 35 euro, di cui poi solo 2,50 è la moneta di giornata per la persona,  è facile che gli enti gestori possano rivalersi sul denaro destinato al richiedente asilo per aumentare il guadagno. Non tutti sono corretti. Ci sono addirittura enti che arrivano da fuori e che non hanno neppure profili socio-assistenziali e si appoggiano magari ad associazioni di quella natura per partecipare ai bandi. Poi c’è il problema del “mercato” dell’affitto degli alloggi. Ad Alessandria  un ente ha affittato appartamenti in un condominio raccontando alla proprietaria che sarebbero stati occupati da  loro operatori quando invece sono arrivati profughi. Poi ci sono anche casi in cui si sistemano più inquilini di quelli che potrebbe ospitare un alloggio. Ovviamente ad Alessandria abbiamo anche enti gestori preparati e professionali che gestiscono la situazione in maniera corretta  e proprio loro, con cui ci confrontiamo spesso, hanno avuto il coraggio ammettere di non riuscire più a gestire altri migranti. Questi enti hanno validi progetti di inserimento che possono però essere portati avanti solo con numeri accettabili”. La “soglia numerica” ad Alessandria per il sindaco Rita Rossa è però già stata raggiunta. “Il Ministro Alfano ha parlato di 3 migranti  ogni 1000 abitanti, quindi noi siamo già oltre. Alessandria ospita 324 persone ma il numero ufficiale non corrisponde alla realtà perchè bisogna calcolare anche tutti quelli che restano comunque sul territorio quando non viene riconosciuto lo status di richiedente asilo, profugo o rifugiato. Queste persone sfuggono al conteggio burocratico ma ci sono e quindi non è vero che Alessandria “non ne ha tanti” e aggiungo che le comunità oltre un certo numero non possono andare, soprattutto quando ci sono città  che non vengono mai chiamate in causa”.

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