Autore Redazione
venerdì
7 Settembre 2018
13:24
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Politica - Alessandria

Armosino: vicenda mensa “imbarazzante” in una città senza futuro

Il segretario provinciale della Cgil chiede responsabilità alla giunta e chiede il bello non solo durante Aperto per Cultura, ma "ogni giorno, nel quotidiano"
Armosino: vicenda mensa “imbarazzante” in una città senza futuro

ALESSANDRIA – La questione Ilva è arrivata a una soluzione, dopo una lunga battaglia dei sindacati e una trattativa infinita. Un risultato che pone al centro, secondo il Segretario della Camera del Lavoro di Alessandria, Franco Armosino, una riflessione sul ruolo centrale delle parti sociali. Uno spunto definito storico da cui parte però la feroce critica alla questione degli appalti mense ad Alessandria, vicenda simbolica che secondo Armosino descriverebbe l’assenza di una visione del futuro per i cittadini.

L’accordo raggiunto ieri dal Sindacato Italiano con Arcelor Mittal e il Governo nazionale consegna alla storia la data del 6 settembre 2018 come il punto più alto della azione sindacale per la tutela collettiva dei Lavoratori degli ultimi 30 anni, una firma sul futuro dei Lavoratori sul mantenimento dei loro diritti acquisiti e di quell’articolo 18 che consente giustizia e dignità nel rapporto di lavoro. Una firma sul futuro dell’industria italiana tutta perché produzione d’acciaio fa la differenza tra un paese a vocazione industriale e una economia di servizi, importanti ma certamente di diverso valore. Una firma fondamentale per il futuro della provincia di Alessandria e per la città di Novi Ligure che garantisce continuità occupazionale per gli oltre 700 lavoratori e preserva un pezzo di storia e di cultura industriale del nostro territorio e un pilastro portante della sua ricchezza.
Questo è il Sindacato, a chi si e ci chiede a cosa serve oggi consegniamo questo accordo.
Non altrettanto storica è la stessa giornata per il Comune di Alessandria che ieri ha sancito in una movimentata seduta consiliare a tema: appalto mense scolastiche, la sua visione del futuro della città.
L’intervento dell’Assessore competente che esplicita i criteri e le scelte per l’assegnazione del contratto è imbarazzante: 500 mila euro di risparmio sulla preparazione e distribuzione dei pasti per i bambini delle scuole, tariffe invariate per le famiglie (quindi risparmio non a beneficio dei cittadini), un euro abbondante di costo pasto in meno per il Comune a pari qualità (detto con la sicurezza di chi ne sa)
E se ci sarà qualche problema questo sarà in capo all’inadeguatezza delle organizzazioni sindacali che non capiscono che è assolutamente naturale che, a pagare questo mezzo milione di euro, siano le lavoratrici della produzione e distribuzione del servizio. Settecento ore in meno di lavoro settimanale per le 112 persone occupate che danno così un contributo di circa 7000 euro alla settimana e loro passano da un orario di lavoro di 15 ore anziché di 20. Poca roba per chi guadagna mediamente la cifra sontuosa di 500/700 euro mensili e di queste ne perderà circa un terzo. 
Sempre secondo l’assessore Straneo il taglio delle ore non influisce sulla qualità del servizio che sarà altrettanto efficiente grazie alla riorganizzazione del servizio. Chissà quali meravigliose innovazioni tecnologiche verranno messe in campo per cucinare trasportare e servire i pasti in questa città 4.0 .
Il Sindaco è presente alla seduta consiliare e assiste partecipando alla discussione con qualche elemento di non conoscenza della vicenda e nell’imbarazzo generale, propone un quesito: perché non li assumiamo tutti?
Noi apprezziamo i suoi sforzi per celebrare gli 850 anni della fondazione della Città, il taglio storico medioevale della sua opera e la volontà di valorizzare alcuni aspetti della storia e della cultura cittadina, ma sul futuro non ci siamo.
Non si costruisce il futuro riducendo i servizi essenziali e l’occupazione cittadina, non si contrasta la bassa natalità e la fuga dei giovani, non si crea occupazione femminile colpendo le donne lavoratrici con il salario più basso della comunità cittadina. Rendere indigenti 100 famiglie non è compatibile con il bisogno di crescita economica e con la necessità di recuperare per Alessandria un ruolo nel tessuto produttivo del Nord Italia. 
Una Giunta (tutta la Giunta) ha la responsabilità politica dei suoi atti e di ciò che ci consegna: i treni per Milano servono e vanno chiesti a chi li fa viaggiare non ai cittadini, gli abitanti di Spinetta Marengo vanno rispettati e la loro salute tutelata e migliorata, i rifiuti vanno raccolti con il metodo migliore e se non bruciano è meglio.
Questa sera inizia in città “Aperto per cultura” una ottima iniziativa, la cronaca locale la descrive come “una visione di città che parte dall’amore per il bello”. Anche noi amiamo il bello, per noi il bello è quotidiano, il bello sono i nostri bambini che hanno delle mense di qualità e personale preparato, il bello è una città pulita con l’erba tagliata e i parchi giochi in ordine. Gli alessandrini devono vivere bene nella loro città, tutti i giorni.

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