PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Difficile “prendere atto” del segno meno alla fine del bilancio della Provincia di Alessandria. Nonostante “tutti gli sforzi e i tentativi”, i conti a Palazzo Ghilini “non tornano” per 10,7 milioni. La maggioranza, ha spiegato il Presidente Gianfranco Baldi, ha lavorato gomito a gomito con gli uffici e, arrivata davanti a un bivio, ha deciso di mettere nero su bianco il disavanzo per far emergere il problema delle sforbiciate sulla Provincia.

Sull’ente grava una “storica quota mutui” ma ad affossare i conti di Palazzo Ghilini sono soprattutto i “balzellidello Stato. Nelle casse della Provincia, infatti, entrano 28 milioni di euro ma i prelievi forzosi tirano via 29 milioni. Circa 13 milioni, poi, rientrano sotto forma di contributi statali, ma non basta. “I contributi vengono trasferiti di anno in anno e in più sono stati ripartiti con una formula che ha penalizzato alcune Province piemontesi, come Alessandria e Vercelli”, ha sottolineato Baldi. Alla fine neppure i 5,3 milioni di euro risparmiati da Palazzo Ghilini hanno permesso di raggiungere il pareggio. “Abbiamo fatto il possibile ma non si può pensare di non riscaldare le scuole o di non fornire altri servizi fondamentali che, oltretutto, lo Stato ci obbliga a garantire”. Il bilancio con “segno meno” giovedì è stato approvato con i voti favorevoli dei consiglieri provinciali di maggioranza e l’astensione della minoranza e qualche ora dopo ha poi raccolto il “parere favorevole”, obbligatorio ma non vincolante, della maggioranza numerica dei sindaci presenti in Assemblea, che tuttavia non rappresentavano il 50% della popolazione provinciale.

Ora, ha aggiunto Baldi, la Provincia lavorerà “testa bassa” per preparare un piano di riequilibrio quadriennale entro i 90 giorni concessi.Il tempo degli eventuali sprechi è finito già da un po’ ma passeremo comunque di ufficio in ufficio per razionalizzare quanto ancora possibile”. La Provincia, ha anticipato il Presidente, chiederà di accedere al fondo di riequilibrio e, “anche se con dispiacere” adotterà un piano di alienazioni “serrato” per vendere alcuni immobili non indispensabili al funzionamento dell’Ente. “Chiederemo poi di usare i 250 milioni previsti dalla nuova finanziaria per la spesa in parte corrente”. La Provincia, quindi, ha diverse “cartucce” da sparare e Baldi è convinto di riuscire a riportare in equilibrio i conti di Palazzo Ghilini.Oggi le Province in disequilibrio sono più di 15. Ovviamente non è un motivo di vanto ma è un dato di fatto che conferma il problema. Ora dobbiamo e vogliamo lavorare velocemente per dimostrare a chi ci deve dare una mano che stiamo facendo correttamente il nostro lavoro. Con il piano di riequilibrio, voglio chiarirlo, possiamo tamponare la situazione ma va rivisto il sistema dei trasferimenti. Il Governo deve garantire fondi che consentano alle Province di svolgere la loro funzione e assicurare servizi almeno sufficienti ai cittadini”.

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