Mense: si incendia il dibattito. Pd e M5S: “Mancata trasparenza”. Straneo: “Smentisco, esigo le scuse”
adv-960

ALESSANDRIA – Da quanto emerso ieri in una Commissione Cultura spesso anche carica di tensione, oggi dovrebbe avvenire il cambio dell’avvalimento del servizio di refezione scolastica tra le ditte Artana e Vivenda, un passaggio che comporterà, da lunedì 1^ marzo, un nuovo centro cottura dei pasti, ad Asti. “L’amministrazione ha investito molte energie in questo passaggio” ha sottolineato l’assessore ai Servizi Educativi Silvia Straneo “un servizio molto delicato che ha ricadute dirette sui bambini e ricadute occupazionali importanti, oltre che un risvolto nutrizionale importante. Ci sarà una campagna di comunicazione per rassicurare l’utenza”.

Sollecitato dai gruppi di minoranza, il direttore di filiale nord ovest di Vivenda, Marco Muzj, dopo aver di nuovo rassicurato sul rispetto dei tempi di consegna dei pasti nonostante la distanza, ha precisato che “si tratterà di una risoluzione consensuale” e che “nessun indennizzo sarà erogato ad Artana Alimentare” che, a sua volta, si impegnerà “a saldare ai lavoratori tutto il pregresso dovuto”.

adv-76

Proprio “le difficoltà perduranti nei pagamenti verso i lavoratori” hanno rappresentato, secondo quanto riferito da Silvia Straneo, la principale “criticità” verso l’azienda col centro cottura al Quartiere Europa: “Il servizio aveva le caratteristiche che chiedevamo ma la criticità era quella del pagamento del personale. Questo cambio comporterà più tutele per i lavoratori” ha rassicurato l’assessore.

L’opposizione, Pd e M5S, ha rimarcato l’assenza in Commissione proprio dei rappresentanti di Artana, a cui si voleva chiedere spiegazioni dopo la nota di qualche giorno fa in cui la ditta lamentava “ritardi nei pagamenti” alla base della sua scelta di uscire di scena.

adv-801

“Chiedo che vengano acquisiti tutti gli atti, comprese le comunicazioni formali tra Comune e Vivenda” ha detto il capogruppo M5S Michelangelo Serra “già lo sostenevamo ai tempi che il nuovo contratto non dava abbastanza tutele al Comune e i fatti lo dimostrano, il ruolo che il Comune ha avuto come gestione del contratto è stato secondario, vista la possibilità data alla cooperativa Solidarietà e Lavoro di ricorrere all’avvalimento, oltre al fatto che venivano comminate sanzioni irrisorie, che non tutelavano l’ente, in caso di criticità nel servizio. Questo è il vulnus principale. Ci piacerebbe ascoltare il punto di vista di Artana, per chiarire servirebbero tutte le parti in causa, vogliamo sapere cosa è successo. Ora è inevitabile che gli utenti abbiano dubbi e preoccupazioni”.

“Ci sono due strade” ha aggiunto il collega pentastellato Francesco Gentiluomoo avevamo ragione noi che abbiamo criticato spesso Artana Alimentare, rispetto ai tanti problemi riscontrati in questi due anni e mezzo, con vertenze vinte e criticità sulla qualità del cibo e problemi a livello organizzativo, oppure non c’è stata trasparenza”.

“Perché Solidarietà e lavoro ha risolto il contratto con Artana?” si è chiesta Vittoria Oneto, del Partito Democratico “ci è stato detto che mancavano dei requisiti tecnici, ma forse c’erano già all’inizio? Forse l’amministrazione non è stata molto attenta”. Siamo convinti che la società Vivenda migliorerà la situazione ma” ha aggiunto il collega del Pd Enrico Mazzoni “il peccato originale avvenne tre anni fa. Avevate detto che andava tutto bene, ma il centro cottura non era ancora finito. Potevamo essere informati prima”.

“La madre di tutti i problemi è quella gara d’appalto” ha rimarcato anche il consigliere Rita Rossa “che non prevedeva per chi partecipava l’obbligo di avere il centro cottura in città. L’avvalimento con Artana a nostro avviso non era corretto, bisognava aver fatto prima tutti i lavori al centro cottura ma Artana li ha fatti in corso d’opera spendendo un milione di euro. C’erano problemi di condizione di lavoro per i dipendenti. Ci è stato detto che Solidarietà e Lavoro non era soddisfatta del servizio di Artana. Questo è un vostro fallimento politico, una scelta sbagliata dall’inizio. Anche i vostri elettori dicono infatti che in molte scuole i pasti fanno schifo. Anche a gennaio avevamo chiesto delle delucidazioni in sede di approvazione del Documento Unico di Programmazione ma non ci era stato detto nulla, è tutto un gran pasticcio”.

“Smentisco la mancata trasparenza da parte nostra” ha replicato l’assessore Silvia Straneo, dopo aver di nuovo rassicurato sul rispetto dei pagamenti da parte di Palazzo Rosso “la trasparenza è negli atti, nei ricorsi vinti, nelle attività poste in essere per superare le criticità. Spero che queste criticità siano superate col passaggio pieno del personale, che sarà tutelato maggiormente e che in questi mesi di pandemia ha fatto grossi sacrifici, abbiamo tutelato il loro posto di lavoro. Ripeto: smentisco categoricamente queste dietrologie inquietanti rispetto alla nostra mancata trasparenza. Ho sentito delle affermazioni che mi riservo di valutare. Ultimamente vedo un decadimento del dibattito. Avete fatto solo del fumo perché non avete argomenti. Questa gara tecnicamente ha superato due gradi di giudizio. E poi non potevamo mettere alcuna limitazione al centro di cottura, chiedendo che fosse ad Alessandria. La gara sarebbe stata immediatamente impugnata, ho ricevuto attacchi sterili contro la mia persona, è vergognoso. Dimostra che manca la competenza negli amministratori pubblici. Esigo le scuse formali”.

“L’intero iter si è svolto con la massima trasparenza” ha aggiunto Elisabetta Onetti, del sottogruppo Per Alessandria “con rammarico ho ascoltato colleghi che hanno messo in dubbio la trasparenza. Sono amareggiata. La tutela lavoratori è un nostro punto fermo. Ci sono tutti i presupposti per migliorare il servizio. La distanza del trasporto ha fatto scattare l’allarme tra le famiglie ma ci sono protocolli collaudati, nel rispetto delle norme igienico sanitarie. Il cambiamento, comunque, può spronare a migliorare”.

“In sede di gara non è il luogo dove si svolge la prestazione l’aspetto rilevante, bensì la garanzia che il pasto arrivi con tutte le caratteristiche organolettiche” ha precisato, dal punto di vista tecnico, la dirigente Legnazzi “la crisi pandemica ha comportato lo stop della scuola e delle attività di ristorazione per diverso tempo e questo ha avuto i suoi effetti. Artana aveva tutti i requisiti ma di fronte a una situazione così inimmaginabile avrà sofferto di più rispetto a Vivenda, visto che è una azienda più piccola”.

“Noi dobbiamo tutelare il passaggio dei lavoratori che” ha concluso il segretario Uiltucs Uil Maura Settimoavevano grosse difficoltà a recepire lo stipendio regolarmente. Ora monitoreremo fin da subito questo nuovo scenario. Abbiamo chiesto garanzie sul trasporto, sulla regolarità dei pasti e di mantenere aperto un tavolo tecnico aperto, per capire come impatterà questa nuova situazione. In ogni caso è giusto sottolineato quanto questo servizio sia stato portato avanti grazie alla professionalità delle lavoratrici, che hanno esperienza pluriennale, che sanno fare il loro lavoro, dimostrando capacità e senso di appartenenza lodevoli”.