Roggero sulla “Casa delle donne”: “Passato il concetto che chi urla di più vince, è vergognoso”

ALESSANDRIA – La recente vicenda sulla sede della “Casa delle donne” ad Alessandria, con la promessa del Comune di riconsegnarla al collettivo “Non una di meno” entro ottobre sta indignando l’opposizione. Come spiegato dal capogruppo della Lega in consiglio, Mattia Roggero, tra i punti secondo lui sconcertanti è il messaggio che alla fine questa storia lascia alla città. “Con quale faccia – chiede Roggero – si potrà far fronte allo stupore delle altre associazioni che si occupano di questioni importanti attendono silenziosamente e nel rispetto delle regole una sede?

Roggero teme che il messaggio complessivo sia estremamente negativo per la comunità perché alla fine il risultato è che “passa il concetto per cui chi grida di più ottiene una sede“. “Ci sono associazioni che da anni attendono uno spazio senza andare a occupare un immobile. Il paradosso è che oggi forse, a questo punto, è che occupare un immobile conviene. In sostanza, continua il capogruppo “chi grida di più passa davanti agli altri, chi fa clamore passa davanti agli altri e mi preoccupa che questo sia il metro operativo della giunta. Lo trovo imbarazzante“. Così facendo, teme Roggero, “domani chiunque potrebbe allora occupare un alloggio, per esempio, vantando chissà quali diritti o necessità. Il concetto preoccupante è l’aver calpestato la correttezza”.

La netta impressione è che con questo approccio si stiano garantendo gli interessi di alcuni e non di tutti con l’aggravante che un sindaco arriva a scrivere sui social che si cercherà di trovare una soluzione entro ottobre, guarda caso, dopo le elezioni. Insomma, il Comune sta cercando la forma giuridica per dare a ‘Non una di Meno’ quell’immobile: stiamo impegnando gli uffici per concedere a loro la struttura mentre ci sono altri problemi più importanti“. Davanti a tutto questo promette Roggero, “vigileremo, per capire la legittimità degli atti con cui si concederà, non si sa per quale motivo, l’ex asilo Monserrato a quel collettivo e chissà con quali spese per la città“.

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