Sarri Alessandria
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ALESSANDRIA – Maurizio Sarri compie sessant’anni. Probabilmente è lui il mister più amato dai grigi, protagonista, insieme a una squadra epica, di una stagione indimenticabile, fatta di sudore, fango, idee e coraggio. Sarri arrivò il 6 luglio 2010 consumando centinaia di sigarette. Un impiegato di banca intriso di calcio. Burbero il giusto, scapigliato il giusto, cocciuto il più che giusto, onesto e competente come pochi.

Sarri giunse nel capoluogo il 6 luglio 2010 grazie a Nario Cardini, l’allora Ds dell’Alessandria calcio. Fu quello un anno doloroso ma spettacolare. La prima opera d’arte del mister che prese in mano una società sull’orlo del fallimento per portarla quasi in serie B. I grigi sbatterono contro la Salernitana in semifinale playoff, anzi, contro una serie di eventi che ancora oggi sono una ferita aperta e gridano vendetta. Il 24 giugno 2011 Sarri si dimise, per le precarie condizioni della società e proseguì la sua scalata verso il successo. Prima all’Empoli, poi al Napoli e ora al Chelsea.

Sarri è il mister in tuta, sempre sul campo, più ore possibile. Pensa al calcio 24 ore su 24. È il tecnico pieno di scaramanzie, del sale in campo delle scarpe nere fatte indossare a tutti i giocatori, della sigaretta nel corridoio degli spogliatoi, ma è anche l’allenatore che ha scelto di fare della sua passione un mestiere, burbero fuori dal campo quanto simpatico con i giocatori. Il capitano Fabio Artico di lui ha raccontato: “Ai tempi dell’Alessandria faceva i cambi sempre allo stesso minuto. Lui è un grande personaggio con uno spessore pazzesco, ma è allo stesso tempo molto simpatico”. 

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James Richardson della BBC ha detto di lui “Il fatto che abbia scelto il calcio per piacere è alla base della sua filosofia da allenatore“.

In Inghilterra il suo stile di gioco è diventato il “Sarriball” mentre in Italia il “Sarrismo” è entrato nella Treccani: “La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; per estensione, l’interpretazione della personalità di Sarri come espressione sanguigna dell’anima popolare della città di Napoli e del suo tifo.”

Alessandria ha Sarri nel cuore e anche lui continua ad avere un gran ricordo di questa città. Auguri mister, il calcio ha bisogno di persone come te.

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