CUCCARO MONFERRATO – Il cuore diviso a metà, tra l’azzurro e il gialloblu. Quella di ieri è stata una serata dolceamara per Carlo Liedholm. Alla fine la Svezia ha mantenuto inviolata la propria porta e ha potuto festeggiare l’approdo al Mondiale ma nel figlio del “Barone” prevale il dispiacere per la cocente eliminazione della nazionale italiana da Russia 2018.

Tifavo Italia ha ammesso Carlo Liedholm a Radio Gold “sono molto dispiaciuto, soprattutto per come è maturata questa esclusione, frutto di scelte incomprensibili e esperimenti tattici del ct Ventura. A mio avviso la responsabilità è soprattutto sua. Mi viene in mente quel film con Lino Banfi: “L’allenatore nel pallone.” In una partita così delicata sarebbe stato meglio andare sul sicuro, schierando i giocatori più in forma. Purtroppo manca il cosiddetto blocco, intendo i giocatori che già militano nella stessa squadra. Con così tanti stranieri è difficile trovarlo. La Svezia ha messo messo in campo le sue armi: agonismo, fisicità e disciplina tattica. Anche prima della partita pensavo che per l’Italia sarebbe stato difficile segnare ma non mi sarei mai immaginato che addirittura sarebbe stata eliminata: anche la sfortuna poi è entrata in gioco.” Continua dopo il banner

adv-524

Secondo Carlo Liedholm anche il padre Nils si sarebbe rammaricato per la mancata qualificazione dell’Italia: Si considerava sportivamente italiano, sarebbe dispiaciuto anche lui. Per l’Italia questa è una tragedia sportiva, in Svezia invece il calcio non ha il nostro stesso seguito e la passione. Se gli hanno mai proposto la panchina della Nazionale? Quella italiana no, quella svedese più volte. Erano gli anni ’70 ma lui ormai si era stabilizzato in Italia e poi non lo riteneva un incarico gratificante, gli piaceva allenare tutti i giorni, era un uomo di campo.”  

Proprio negli ultimi mondiali senza l’Italia, nel 1958, la Svezia di Nils Liedholm sfiorò la vittoria davanti al pubblico di casa: “Ma non era nel periodo migliore. Mio padre aveva 36 anni, Gren 37 mentre Nordhal aveva praticamente smesso di giocare. Era comunque un’altra Svezia rispetto a quella attuale, dal punto di vista del tasso tecnico. Nel 1954 sarebbe stata la favorita ma la legge vietava ai professionisti di giocare in nazionale. Solo quattro anni dopo fecero una deroga. Non c’era stata la guerra ed erano rimasti tanti giocatori molto forti. Basti pensare che nel 1950 arrivò terza ed era composta da tutti dilettanti.”

E ora, per Carlo Liedholm, resta da tifare Svezia: “Anche se con ben poche speranze di passare il girone” ha concluso col sorriso “sarà difficile. Ibrahimovic? Se torna in forma come credo io lo richiamerei ma penso che non lo faranno. Mi risulta che non ci sia questa volontà: è un personaggio ingombrante e poi il nuovo ct Andersson è molto bravo. Contro l’Italia non si è visto ma rispetto al passato giocano molto di più a calcio.”