AVOLASCA – Inizia con uno spettacolo nuovo di zecca l’anteprima del festival teatrale “Il Borgo delle Storie”, che per la sua terza edizione esce dai confini di Garbagna, luogo che ne rimane il cuore, per toccare altri borghi da scoprire, come Avolasca e Casasco. La direzione artistica di Emanuele Arrigazzi e Allegra de Mandato prosegue la strada ambiziosa e di alta qualità dei due anni precedenti, moltiplicando gli appuntamenti, i luoghi e i protagonisti coinvolti  in spettacoli e incontri legati dal trait d’union dello sguardo, “inedito e assolutamente personale sul mondo che ci circonda”, come loro stessi spiegano.

Sabato 14 luglio, alle 21.30  ad Avolasca, sarà la prima assoluta di “Quinto comandamento: non uccidere” con Fabio Martinello diretto da Emanuele Arrigazzi ad aprire l’anteprima del festival, che proseguirà poi dal 19 al 22 luglio. Il testo, scritto da Allegra de Mandato, le  è stato ispirato dai fatti e dalla cornice storica della prima guerra mondiale di “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu. Ne è nato “un viaggio allegorico un po’ umano e un po’ disumano nella mente del soldato-protagonista”, spiega l’autrice, “…non è un soldato che racconta la guerra, ma un uomo estraniato che racconta la disumanità di trovarsi il giorno prima nella vita normale e il giorno dopo a dover uccidere”.

 Il protagonista Fabio Martinello non ha l’età giovanissima di un milite al fronte, si trova in un non luogo e in un tempo imprecisato del ricordo, dove la regia di Arrigazzi lavora in sottrazione. “Il luogo è astratto, il protagonista non è più lo stesso dopo aver vissuto la guerra”, racconta De Mandato, “ho cercato di fare un lavoro di flusso di coscienza: lo spettacolo è a quadri, continuamente cambiano il momento e il ricordo perché l’andamento è a flashbackC’è il rapporto tra commilitoni, ci sono anche momenti che sono serviti al protagonista, quindi c’è la poesia della guerra e c’è tutto ciò che è disumano”. Quello in scena è un viaggio nel dopo-la-guerra di un uomo che aveva vent’anni e ora ne ha quaranta, che non è vestito da soldato e parla con un linguaggio contemporaneo, rappresentando uno stato mentale di sempre, “mi sono ispirata molto a Heiner Müller (l’importante drammaturgo tedesco  definito “poeta di teatro”) come tipologia di stile e di racconto della guerra, perché mi interessava l’atemporalità, infatti siamo nella prima guerra , ma potremmo anche essere in Siria oggi. Alla fine la guerra è sempre quella cosa lì e il dopo guerra è a sua volta un viaggio. Fabio Martinello è un uomo che era un ragazzino (come quelli delle tombe dei caduti della grande guerra) e racconta andando avanti e indietro nel tempo”.

Quindi memoria, ricordo, viaggio nella mente e punto di vista contemporaneo ed estraniante per un lavoro che non vuole essere uno spettacolo storico, ma uno sguardo altro, come il tema che unisce i tanti  spettacoli e incontri de “Il Borgo del Teatro”. Qui tutto il programma del festival.

Per Info: Comune di Garbagna tel. 0131 877645  www.tourismgarbagna.it

La foto è di Lorenzo Burlando